Vantaggi e svantaggi della chirurgia robotica

Che cos’è la chirurgia robotica?

La chirurgia robotica è avvolta nel mito: la macchina che funziona meglio dell’uomo”. Ma Se un robot é un sistema meccanico-elettronico in grado di elaborane dati cdi procedere in modo autonomo secondo un programma, allora al tavolo operatorio si può parlare al massimo di telechirurgia, cioè di operazioni svolte con procedure elettroniche azionate da un chirurgo distante dal tavolo operatorio. Questi segue il campo operatorio su un video, e usa una speciale console per muovere i manipoli che azionano strumenti chirurgici simili a quelli degli interventi in laparoscopia e inseriti nel corpo del paziente (videoscopio con telecamera, pinze, forbici, elettrocoagulatore, suturatrice ecc.) attraverso piccoli fori, in alcuni casi ora addirittura ridotti a uno nella chirurgia monoporta. In altre parole, Le apparecchiature computerizzate consentono di far giungere immagini e di muovere i bracci meccanici degli strumenti anche a migliaia di km di distanz.

Ma il robot non opera autonomamente. La storia della robotica in chirurgia è iniziata negli Stati Uniti nel 1985, con una macchina chiamata Puma 560 (Programmable Universal Manipulation arm). della Westinghouse United: guidata da una tomografia computerizzata, consentiva al chirurgo estrema precisione, tanto da essere usata prima per le biopsie cerebrali e 3 anni più tardi per la resezione transuretrale (passando dall’ordini) della prostata nelle iperplasie benigne (non tumorali). Ma nonostante i risultati preliminari incoraggianti, l’azienda non proseguì le sperimentazioni, considerando lo strumento ancora oscuro per l’uso medico.

Poi, nei primi anni ’90 nacquero altre macchine con le stesse finalità: il Probot, sviluppato dall’Imperial College di Londra e usato nell’urologia del Guy’s and St Thoma’s Hospital di Londra, e il Robodoc della Integrated Surgical Systems, usato in ortopedia per la chirurgia del femore e del ginocchio entrambi approvati dalla FDA. Sempre nei primi anni 90, l’esercito americano strinse una collaborazione con lo Stanford Research Institute, che avrebbe dovuto fornire interventi di telechirurgia ai soldati feriti in azioni militari per ridurre la mortalità bellica grazie a sale chirurgiche mobili, collegate in remoto con i chirurghi in patria. Ma il progetto non ha mai superato lo stadio della sperimentazione nei maiali. Il progetto è ripreso in campo civile dalla Computer motion di Santa Barbara con la costruzione di Aesop, un braccio robotivo che dirige una telecamera e risponde ai comandi verbali del chirurgo. Poco dopo arrivarono due dispositivi statunitensi per telechirurgia robotica: Da Vinci della Intuitive Surgical, eZeus, della Computer Motion. Il risultato più clamoroso di questo sistema fu ottenuto a New York nel 2001 quando al Mount Sinai Medical Center un team di chirurghi, grazie al sistema Zeus, eseguì una colecistectomia in un paziente coricato sul letto operatorio a 7.000 km fil distanza, a Strasburgo. L’intervento durò 45 minuti e passò alla storia della medicina con il nome di “operazione di Lindbergh”. in onore del primo pilotache trasvolò l’Atlantico senza scalo; la paziente, una donna di 68 anni, fu dimessa dopo 48 ore. Sei anni prima, in Italia un’équipe di chirurghi dal Politecnico Milano aveva fatto una biopsia prostatica su un paziente ricoverato in sala operatoria al Policrinico, a 5 km di distanza. Nel 2003, la Intuitive Surgical e la Computer Motion si fusero. Zeus sparì dal mercato e Da Vinci è rimasto dominatore incontrastato.

I vantaggi di un robot chirurgico

Il robot offre alcuni vantaggi, soprattutto per il chirurgo. Li hanno riassunti Eugenio Santoro, chirurgo oncologico e Vico Pansadoro, urologo, entrambi con esperienze pluridecennali alla guida di reparti chirurgici di grandi ospedali romani, in un’analisi della chirurgia robotica in Italia pubblicata nel 2011 Updates in Surgery. Il robot chirurgo migliora la vista del campo operatorio; rende più precisa la coordinazione occhio-mano: elimina i tremori e aumenta i gradi di libertà degli strumenti chirurgici (la mano del robot si muove a 3009, con angolazioni che la mano umana non ha): consente al chirurgo una posizione più ergonornica, senza imporgli mascherine, guanti, cappello e camice chirurgico. Questi i vantaggi citati da tutti gli autori che hanno pubblicato analisi di interventi. Ma nessuno studio indipendente è mai riuscito a documentare i vantaggi clinici per il paziente, anche se l’incisione il più precisa e le suture sono più facili e accurate.

Gli svantaggi della chirurgia robotica

Poi ci sono gli avantaggi, primo fra tutti il costo: il solo robot costa 2,7 milioni di euro, cui se ne aggiungono” 150-200 mila di manutenzione annuali: e, a ogni intervento, circa 1.700-2.300 di materiale usa e getta Fra le difficoltà tecniche c’è, per esempio, l’apprendimento: per rendere il gesto sicuro, il chirurgo deve avere molta pratica ma in Italia la maggioranza dei robot chirurgici effettua meno di 150 interventi l’anno e solo 3 centri superano i 200. Inoltre. il chirurgo perde la sensazione tattile e la percezione della tensione, col rischio di causare la rottura di organi e tessuti. Infine, il robot chirurgo allunga i tempi di intervento e quindi la durata dell’anestesia. Svantaggio, questo, che si acuisce in caso di emergenza: se il chirurgo deve passare dall’intervento in laparoscopia a quello a cielo aperto, deve prima smontare gli strumenti chirurgici del robot inseriti nel corpo del paziente e questo ruba tempo prezioso. Non a caso, alla fine del 2013 la FDA ha aperto una verifica, perché tra il 2011 e il 2012 gli effetti avversi segnalati sono aumentati più degli interventi di chirurgia robotica e non tutti gli effetti avversi sono segnalati.

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