Toyota, Ikea, Muji: non sono nomi noti, anche in Europa (specialmente i primi due)? Nulla di più positivo: i brand infatti nei loro obiettivi puntano a tecnologie ecologiche e sostenibili, designando un futuro più in sintonia con l’ambiente e più sicuro. Ecco perché hanno deciso percorrere un obiettivo comune, designando un futuro ecologico e molto tecnologico.

Soldi verdi (letteralmente)

Sappiamo ormai che tra i settori più dinamici e in crescita del momento c’è quello della bioedilizia, mercato in grado di fatturare addirittura oltre i 90 miliardi di dollari annui e su cui ormai tantissimi brand – anche quelli nati per altri scopi – vanno specializzandosi. La bioedilizia propone immobili di qualunque tipo, da quelli che accolgono i rifugiati alle abitazioni di lusso, con tutte le avanguardie e le tecnologie possibili e immaginabili sul mercato. È quindi una testimonianza evidente del fatto che la bioedilizia c’è, è presente e si sta espandendo. E qual è la nazione che più ha capito questo trend? Sicuramente la scandinava Svezia, che è al primo posto nel mondo per quanto riguarda case e altri immobili prefabbricati (ma occorre dire che questa volta ci siamo anche noi in posizioni alte: l’Italia è infatti al quarto posto).

In Svezia, infatti, praticamente la totalità o quasi delle abitazioni sono realizzate con componenti prefabbricate in legno, materiale flessibile e resistente, oltre che naturalmente molto ecologico. E IKEA che, come sappiamo, è un’azienda svedese leader nel settore dei mobili a buon mercato, non ci ha pensato due volte a buttarsi in questo mercato, divenendo anch’essa produttrice di case prefabbricate. La gamma IKEA parte da immobili modulari creati apposta per i rifugiati ad un prezzo davvero irrisorio (si parla di 1250 dollari) ma non per questo prive di comfort: sono infatti dotate di pannelli solari e si assemblano in circa quattro ore. Si parla di abitazioni decisamente più sicure delle tende, caratteristica e innovazione che ha portato ad IKEA il premio Beazley Design nel 2016. Non ultima la collaborazione con la statunitense Ideabox, che ha portato alle costruzioni americane le ultime e più moderne tecnologie della nazione scandinava.

Il Giappone è sempre una certezza

Quando però pensiamo a tecnologia, avanguardia, visioni futuristiche per non dire fantascientifiche, non può non venire in mente Il Giappone. Tra i vari settori in cui l’Impero del Sol Levante è capofila c’è anche quello delle case prefabbricate in legno, ambito in cui addirittura già dagli anni ’60 molti produttori hanno iniziato la loro fortunata e redditizia storia. I motivi di questo successo economico (ma non solo) si devono principalmente a due fattori: l’economia stessa, dal momento che proprio negli anni Sessanta il Giappone ha avuto un enorme boom economico che lo ha portato ad essere ancora oggi tra le prime tre nazioni per PIL e per potenza economica; la cultura, perché i giapponesi sentono molto la ricerca dell’avanguardia e della sintonia con la natura (più per elevare la loro patria che per se stessi) e perché il territorio giapponese è soggetto a frequenti e violenti terremoti e maremoti, che spingono quindi una continua ricerca volta a limitare i danni.

Azienda di punta – che può sbalordire i più – nel settore bioedilizio giapponese e globale è proprio lei, Toyota, quella che tutti più conosciamo come azienda che produce automobili. Ma questa multinazionale è dal 1975 che si è buttata nel prefabbricato in legno, ambito che unito a quello automobilistico le porta addirittura 262 miliardi di dollari. Ma non è l’unica: a farle compagnia in questo glorioso settore c’è anche una sua connazionale, Muji: se farete un viaggio in Giappone o se lo avete già fatto potete riconoscere i prefabbricati di quest’azienda grazie al loro iconico stile minimalista, dietro cui si nasconde un’attenta e rigida volontà di riduzione degli sprechi. In Giappone molti la ricordano per un suo particolare concorso: dopo la costruzione della sua Window House – 80 mq posti su due piani e finestre “borderless” a dimensioni irregolari – l’azienda offrì a un vincitore molto fortunato di provare la casa per due anni senza pagare alcun affitto, dando in cambio dei feedback. Al termine dei due anni, l’individuo ha potuto arredare la sua casa con oggetti proposti direttamente da Muji.

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