Templari a Venezia

Il legame tra la Serenissima e il leggendario ordine dei Cavalieri del tempio risale all’epoca delle crociate quando Venezia era uno del porti principali del Mediterraneo, non solo dal pulito di vista mercantile. Nelle sue acque confluivano i pellegrini e i guerrieri diretti in terra Santa. Secondo lo scrittore e giornalista Alberto Toso Fei, era la via più breve per far giungere le reliquie sacre in Europa: ”Si partiva dalla Terra Santa, quindi si attraversava il Mediterraneo per poi risalire l’Adriatico fino ad arrivare a Venezia”: La città lagunare, dunque, come vera e propria porta d’accesso al resto d’Europa. Sepolto e dimenticato primo documento che certifica la presenza dei Templari a Venezia è un atto di donazione dell’arcivescovo Gherardo di Ravenna: è il lascito di un territorio in località Fossaputrida dove sarebbe stato costruito un convento con chiostro, un ospizio per i pellegrini in partenza e in arrivo dall’oriente.

Grazie al ruolo strategico che Venezia aveva nella rete di collegamento con la ‘ferra Santa, dunque, i Templari hanno deciso di fermarsi in modo stabile e duraturo in città. E quando, all’inizio del 13001a situazione per l’ordine si è fatta critica, l’hanno probabilmente usata come luogo per custodire alcuni dei loro preziosi tesori. Una leggenda popolare molto diffusa a Venezia racconta che quando Filippo il Bello, all’alba del 13 ottobre 1307, In tutta la Francia ha fatto mettere in arresto i Cavalieri dell’ordine con l’accusa di eresia, una parte di loro sia riuscita a fuggire e sia giunta proprio in Laguna. Portavano un tesoro che sarebbe stato sepolto nella piccola isola di San Giorgio in Alga. Un prezioso patrimonio che i Cavalieri del tempio sarebbero prima o poi tornati a prelevare e del quale, invece, non si è saputo più nulla. L’ipotesi suggestiva è che sia ancora a Venezia, dimenticato sotto Io scuro peso dei secoli, un peso che è anche splendore e che ha reso la città luogo di elezione per artisti e uomini straordinari. Quale oggetto di così ggrande valore meritava di essere trasportato in giro per l’Europa a richio della vita? Ebbene, secondo alcune teorie il tesoro che i Cavalieri del tempo avrebbero portato in occidente dalla Terra Santa, passando per Venezia, era niente meno che il Santo Graal, la coppa con la quale Gesù ha celebrato l’ultima cena e nella quale Giuseppe D’Arimatea ha raccolto il sangue di Cristo dopo la Crocifissione. Ma quali tracce esistono del passaggio dei Templati a Venezia? Sono quattro, in particolare, i monumenti che legano la loro storia a quella dei leggendari cavalieri: Palazzo Loredan Vendramin Calergi, la Chiesa di San Pietro di Castello, l’isoletta di San Giorgio in Alga e l’Hotel Luna.

Dove oggi si gioca, un tempo ci si riuniva in segreto

Nel Canal Grande si affaccia Palazzo Loredan Vendramin Calergi su una  cui fascia di basamento, incisa nel marmo, c’è una frase molto significativa: Non Nobis Domine. La traduzione dal latino è “non a noi Signore”. E continua: “Ma al nome tuo dai Gloria”. Ebbene questo è esattamente il motto dei templari. L’edificio è nel sestiere di Cannaregio, una delle sei zone in cui è divisa la città. Qui ci sono Casa Volpi, Palazzo Marcello e di fronte, Palazzo Belloni Battagia e il Fontego del Megio. Oggi Palazzo Loredan Vendramin Calergi ospita il casinò della città. Secondo la tradizione veneziana, dove ci sono i tavoli da gioco un tempo si riunivano i Templari per prendere decisioni importanti. Dopo la morte sul rogo dell’ultimo gran maestro Jaeques de Molay, avvenuta a Parigi l’8 marzo del 1314, i Cavalieri del tempio si sarebbero incontrati nelle sale di questo palazzo per decidere cosa fare del loro tesoro. E pare abbiano deciso di lasciarne una parte proprio a Venezia. L’avrebbero nascosto su un’isola della laguna, oggi abbandonata: San Giorgio in Alga. Qui nel 1397 è stato fondato l’ordine dei Canonici Regolari, nel quale si sono formati i futuri papi Eugenio IV e Gregorio XII. Dopo alcini secoli di splendore – era usata dai dogi per ricevere ospiti illustri – l’isola ha iniziato il suo inesorabile declino all’inizio del 1700 dopo un devastante incendio che ha distrutto il monastero e la chiesa. Oggi è abbandonata.

Edifici religiosi e alberghi storici

Un altro luogo che reca tracce del passaggio dei Templati è la chiesa di San Pietro di Castello. Nell’edificio religioso è conservato ancora oggi il trono di San Pietro, formato da una stele araba con versetti del Corano. Secondo un’antichissima leggenda veneziana, occultato al suo interno sarebbe arrivato per la prima volta in Europa il Graal, portato proprio dai Templari. A confermare la presenza dei Cavalieri del Tempio a Venezia c’è poi il Luna Hotel, struttura che sorge dove un tempo c’erano un convento templare e la chiesa di Santa Maria in Capo Broglio. Il monastero è stato trasformato in albergo nel corso dello stesso secolo dallo scioglimento dell’Ordine, il 1300. Ancora oggi, a 700 anni di distanza conserva lo stesso nome.

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