La storia dell'elicottero

La girodina oggi più diffusa, capace di sollevasti e di traslare nell’aria grazie alle forze aerodinamiche prodotte da un complesso di superfici animate di moto essenzialmente rotatorio, che ne costituiscono il rotore e che, almeno in prima approssimazione, possono considerarsi simili alle pale di un’elica. Scopriamo insieme la storia dell’elicottero

Storia dell’elicottero

Pur essendone stata preconizzata la possibilità già da diversi secoli e pur non mancando nel mondo vegetale esempi di semi che vengono dispersi dal vento su considerevoli superfici grazie all’azione analoga a quella di un paracadute di piccole alette che ruotano durante la discesa è stato realizzato in forma tecnicamente soddisfacente solo in epoca molto recente. L’elicottero è infatti sia sotto l’aspetto aerodinamico sia sotto quello costruttivo un aeromobile assai più complesso dell’aeroplano e la possibilità di giungere a realizzazioni veramente efficienti è risultata subordinata all’evoluzione di un adeguato complesso di cognizioni teoriche e sperimentali e soprattutto alla messa a punto di tecniche costruttive considerevolmente avanzate specialmente nel campo delle tecnologie relative alla realizzazione delle numerose e delicatissime parti meccaniche. Il notevole ritardo con cui l’elicottero ha seguito l’aeroplano può venire integralmente attribuito al fatto che tra i due aeromobili il secondo potè far ricorso specie nei primi anni di vita a tecniche costruttive che possono venir considerate addirittura rudimentali se confrontate con quelle necessarie per la realizzazione del più semplice degli elicotteri Leonardo da Vinci lasciò schizzi ed appunti relativi ad un elicottero costituito da una superficie elicoidale coperta in tela, la cui rapida rotazione avrebbe dovuto fornire una trazione verticale sufficiente a sollevare la macchina assieme all’uomo che la azionava. A questo avveniristico progetto che non venne mai realizzato e che non avrebbe mai potuto sollevarsi data la patente insufficienza dell’energia musco-lare dell’uomo fecero seguito sul finire del ‘700 gli esperimenti con semplicissimi modelli dei francesi Launoy e Bienvenu. Tra i successivi pionieri dell’elicottero si possono ricordare in ordine cronologico i britannici G. Cayley (1773-1857) che realizzò diversi modelli volanti azionati da matassa elastica con cui vennero raggiunte quote dell’ordine dei 30 m., e H.F. Phillips (1845-1926), che costruì un modello del peso di circa 9 kg. potenziato da un motore a vapore, e progettò un elicottero tritotore.

Gli elicotteri italiani

L’italiano E. Forlanini, nel 1878, realizzava un modello del peso di circa kg. 3,5 pure azionato da un motore a vapore, che volava con successo a Milano, mentre attorno al 1880 l’americano T. Edison sperimentava modelli dotati di motore elettrico, ed il francese P. Cornu costruiva nel 1907 un elicottero bitotore in tandem, con motore da 24 CV, capace di sollevarsi con il pilota a bordo. Nel 1915 i francesi Papin e Rouilly sperimentavano, con scarso successo, un congegno in cui comparivano, in forma embrionale, gli elementi dei futuri elicotteri a reazione, mentre tra il 1908 ed il 1929 gli americani E. ed H. Berliner realizzavano un elicottero con rotori coassiali controrotanti ed un birotore a rotori affiancati; nel 1916 gli austro-ungarici Petroczy e Karman costruivano una girodina militare da osservazione, e nel 1921 volava, sia pure a quote molto ridotte, il grosso quadrirotore dell’americano De Bothezat, munito di un motore da 180 CV, pesante quasi 2 t. e capace di portare a bordo quattro persone. Questo elicottero, e quelli realizzati dallo spagnolo R. Pescaras tra il 1919 ed il 1925 secondo la formula del birotore coassiale controrotante, segnavano la prima com. parsa delle moderne tecniche di controllo basate sulla regolazione del passo, che avrebbero trovato universale applicazione sugli elicotteri successivi. Notevoli, tra questi, quello dell’olandese Von Baumhauer, del tipo monorotore con rotore anticoppia, munito di un motore da 160 CV che assicurava la portanza, e di un motore da 80 CV che garantiva controllo e propulsione; questo elicottero pesava circa 1 t. e, pur non superando quote dell’ordine del 50 cm. nei voli compiuti tra il 1924 ed il 1929 segnava una tappa importante nel campo della progettazione e della costruzione dei rotori; nel 1924 volava con discreto successo anche l’elicottero del francese Oemichen. Ben maggior successo incontrava però il birotore coassiale controrotante realizzato nel 1930 dall’italiano C. D’Ascanio, dotato di un sistema di comando mediante servoalette applicate al bordo d’uscita delle pale, e che stabiliva i primati mondiali di distanza, durata e quota rispettivamente con 1.000 m. circa, quasi 10 minuti, e poco più di 15 m. Pure nel 1930 veniva realizzato dall’americano M.B. Blecker un complicato elicottero con rotore quadripala, posto in rotazione da eliche installate sulle pale stesse ed azionate da un unico motore centrale, munito di servoalette applicate alle pale del rotore e di un gruppo di piani di coda per il controllo dell’aeromobile. Assai più progredito l’elicottero del francese Breguèt, collaudato in volo tra il 1930 ed il 1936. con due rotori coassiali controrotanti di circa 16 m. di diametro e due elichette per il controllo in cui faceva la sua comparsa il moderno tipo di rotore, detto articolato, che sarebbe successivamente stato adottato da numerosi costruttori. Nel 1937 volava il birotore monoposto Focke Wulf 61, progettato dal tedesco H. Focke, che stabiliva i primati mondiali di quota, durata, distanza e velocità rispettivamente con 3427 m., 1h 20’50”, 230, 248 km e 122,553 km/h. e le cui doti di controllabilità erano tali da permettergli notevoli esibizioni in volo (fu pilotato dalla famosa aviatrice Hanna Reitsch, anche nell’interno di grandi edifici). Già nel 1935 il tedesco A. Flettner aveva fatto volare un E. monorotore, munito di due rotori anticoppia e di un sistema di stabilizzazione giroscopico per alleggerire la fatica del pilota, facendo poi ad esso seguire, nel 1943, un interessante e ben riuscito tipo di elicottero a rotori intersecanti che avrebbe trovato un limitato impiego a scopi militari. L’era dell’elicottero aveva però inizio nel 1941, quando il costruttore americano I. Sikorsky. che già nel 1907 aveva realizzato in Russia, suo paese d’origine, un elicottero birotore coassiale, faceva volare il monorotore V.S. 300. munito di tre rotori anticoppia e di controllo, il cui successo suscitava nel giro di pochi anni la vasta diffusione e la piena affermazione degli elicotteri moderni.

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