Plutone è rosa e sul rosa spicca un cuore bianco. E’ un abito poco adatto al mitologico re degli Inferi, ma quando nel 1930 Clyde Tombaugh lo scoprì nessuno poteva sospettare un aspetto così frivolo. La sonda della Nasa New Horizons ci ha svelato il volto di Plutone il 14 luglio scorso, chiudendo gloriosamente mezzo secolo di esplorazione spaziale. Le prime immagini planetarie furono quelle di Marte inviate nel 1965 da Mariner 4, poi è stata la volta di Venere, Mercurio, Giove, Saturnio, Urano, Nettuno, comete e asteroidi. Grazie a New Horizons ora conosciamo anche gran parte della superficie di Plutone. In essa si alternano regioni chiare ghiacciate, regioni scure cosparse di crateri e regioni irte di picchi montuosi alti da 1000 a 3500 metri fatti di un impasto di terriccio e ghiaccio d’acqua, mentre l’area denominata Tombaugh Regio risulta coperta da ghiaccio di monossido di carbonio.

Ma la cosa più sorprendente è la “giovinezza geologica” del suolo pluroniano: avendo pochi crateri da impatto, denuncia un’età di appena 100 milioni di anni, una inezia rispetto all’età del Sistema solare, che è di circa 4,5 miliardi di anni. Quarantacinque minuti dopo avere spiato il pianeta nano passando a 12 500 km dalla sua superficie, New Horizons ha sol volato il grande satellite Caronte passando a una distanza minima di 27 mila km. Altra sorpresa. Caronte è quasi perfettamente sferico e pure la sua superficie è incredibilmente giovane: sembra essersi riplasmata meno di cento milioni di anni fa, nello stesso periodo in cui un fenomeno simile avvenne su Plutone. Pochi sono i crateri, un lungo reticolato di solchi profondi fino a 9 chilometri lo attraversa quasi parallelamente all’equatore, ghiaccio di acqua copre una buona parte della superficie.
La Nasa ha rilasciato anche due foto dei piccoli satelliti plutoniani Nix e Hydra. Nix, ripreso con una risoluzione di 3 km, misura 42 per 36 chilometri. Hydra (risoluzione di 1,2 km) ha un diametro maggiore di 55 km e una forma ancora più irregolare. A sette ore dal fiyby, la sonda è transitata nel cono d’ombra di Plutone. L’immagine di questa inedita eclisse di Sole ripresa da New Horizons mostra la silhouette della faccia buia di Plutone con l’aureola della luce solare che filtra attraverso la sua atmosfera. In questo anello luminoso si notano formazioni nebbiose stratificate: le più alte fino a 130 chilometri dalla superficie plutoniana, le intermedie a 80 chilometri e le più basse a 50 chilometri. Questa stratificazione sarà la chiavi per comprendere la meteorologia degli idrocarburi — metano, etilene, acetilene — che rendono rosata la superficie di Plutone. L’atmosfera si estende fino a 270 chilometri cd è ricca di azoto (come quella di Titano e della Terra). Oltre a fornire immagini straordinarie, su alcune delle quali si distinguono particolari di 70-80 metri, il tlyby di New Horizons ha permesso di precisare le dimensioni sia di Plutone sia di Caronte.

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