In un mondo che cambia la famiglia appare come una spugna che assorbe tutti i cambiamenti e le rivoluzioni. E il nostro paese si è molto trasformato, a livello sociale, con le innovazioni apportate nel diritto di famiglia, fortemente influenzato dalla presenza di un’istituzione morale come la Chiesa Cattolica. Nondimeno sulla formazione della famiglia ha forte influenza lo status economico degli individui. Con la grande crisi dell’ultimo quinquennio, che ha creato disoccupazione e disintegrazione del sistema delle protezioni sociali, sono aumentate le donne single o che vivono una situazione sentimentale non definita.

Il dato potrebbe essere letto in modo fortemente negativo, considerando le disparità di cui soffrono le donne nel mondo del lavoro e nell’accesso a professioni di maggior prestigio sociale. A dire il vero la realtà dipinge un quadro a tinte fortemente contrastanti. Se la scelta di essere single non dipende dalla scarsa attitudine ai rapporti, spesso è influenzata dalla volontà delle donne di affermarsi nel lavoro e sentirsi più libere. A differenza di quello che si pensa gli uomini, una volta sistemati, sono molto abitudinari e tendono a calarsi nella parte del marito prima ancora di essersi effettivamente convolati a nozze. E spesso le donne assecondano questa tendenza, sentendosi ufficialmente “fidanzate” senza nemmeno aver programmato il matrimonio. Sottrarsi a un obbligo sul quale spingono non tanto il desiderio di “sistemarsi” che era più pressante nei decenni passati, quanto i desiderata delle famiglie, spesso dei genitori, che provengono da un’altra epoca, fatta di modelli molto consolidati. Oggi basta girare una qualunque classe della scuola primaria, per rendersi conto che la famiglia “nucleare” ha cessato di esistere. Moltissimi bambini vivono in famiglie disfunzionali mettendo in comunque questa esperienza di separazione con i compagni. Il bestseller di M. Perosino “Le scelte che non hai fatto” mette proprio in luce questa tendenza della donna di legarsi a una persona speciale o di proseguire, in alternativa da sola, anche a costo di caricarsi del doppio del fardello, puntando più sulle amicizie (che durano) che sui rapporti sentimentali.

Secondo le ricerche e le indagini sociali sembra proprio che le donne moderne, le trentenni nate negli anni ’80 non mettono il matrimonio tra i loro obiettivi fondamentali. La crisi economica le ha proiettate in un mondo del lavoro privo di sicurezze e certezze, con delle possibilità di impiego che spesso esulano dal percorso di studi intrapreso. Spesso sono giovani donne che si buttano a capofitto nelle nuove professioni digitali, organizzano eventi e matrimoni, si dedicano alle pubbliche relazioni, provano a inventarsi imprenditrici rilanciando vecchi mestieri, dando sfoggio di creatività tipicamente femminile.

Sono donne che fanno le single non perché non trovano qualcuno, anzi, spesso sono reduci da lunghe relazioni che dovevano portare al matrimonio, ma che erano troppo monotone e schiaccianti per dare forma a una personalità che aveva bisogno di più ossigeno o forse più tempo. Conta anche il fatto che, col passare dei decenni, l’asticella della giovinezza sale sempre più in alto. Finché una donna si sente giovane, dopotutto, vuole ancora imparare a conoscersi e stare da sola. Ed è una scelta perfettamente comprensibile.

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