Con la parola edificio intelligente si intende normalmente indicare l’insieme organico formato da una struttura architettonica e da quelle infrastrutture funzionali necessarie a garantire l’agibilità degli spazi interni. L’aggiunta dell’aggettivo intelligente origina una metafora con la quale si sposta l’accento sulla capacità dell’edificio stesso di adeguare le prestazioni degli spazi interni in funzione delle necessità d’uso o delle condizioni ambientali. In altre parole, poiché sia il clima che il numero degli occupanti e la loro dislocazione all’interno dell’edificio sono parametri in continuo mutamento, l’intelligenza delle infrastrutture di servizio di assecondare e interpretare questi cambiamenti. Questo almeno l’orientamento della scuola di pensiero modernista che, nata negli Stati Uniti all’inizio del XX secolo e conosciuta nel mondo come building automatico, si è impegnata nella messa a punto di impianti automatici di controllo.

Dai primi sistemi elettromeccanici sorvegliati manualmente agli attuali sistemi computerizzati, l’idea costante è rimasta quella di raggiungere il maggior controllo possibile sulle caratteristiche qualitative dell’ambiente interno all’edificio. Tale risultato è affidato alla installazione di reti di sensori di rilevamento, cablati fra loro e interconnessi con una o pi stazioni di controllo in grado di intervenire sul impianti tecnici dell’edificio, variando le temperature, i livelli di umidità o di illuminazione, l’operatività dei sistemi di comunicazione o di trasporto di merci e persone, così come di verificare il buon funzionamento dei sistemi di sicurezza e di prevenzione. Il sistema di pulizia degli edifici rimane gestito da unità umane, benché operanti all’interno di un sistema organizzato da un gestionale. Il cuore operativo del sistema è naturalmente affidato a un centro di elaborazione computerizzato, e la sua efficienza sarà direttamente proporzionale al numero di punti rilevamento, alla varietà di dati raccolti, alla velocità di elaborazione delle informazioni, soprattutto, alla qualità del software installato. Per quanto intelligente, il computer non potrà che sforzarsi di ridurre lo scarto esistente tra le mutevoli condizioni ambientali e le configurazioni previste da un modello teorico di funzionamento, in cui sono memorizzati i parametri ritenuti ottimali.

L’edilizia intelligente non fa solo uso della domotica, ma si presta a un utilizzo in grande scala nei grandi impianti industriali dove la sicurezza, l’automazione e l’efficienza sono necessari per mettere in atto dei sistemi di controllo. Si pensi ai complessi meccanismi di verifica che stanno dietro il funzionamento di una centrale elettrica. Allo stesso modo viene utilizzato negli stabilimenti produttivi, per aumentare la funzionalità e creare le condizioni migliori per la produzione, l’igiene e il mantenimento degli standard di qualità. Un edificio intelligente è quindi un edificio dove si attua un equilibrio tra forma e sostanza, tra ricerca della funzionalità attraverso meccanismi intelligenti e sistemazione urbanistica. Spesso luogo di sperimentazione, gli edifici industriali avanzati rappresentano l’avanguardia di un nuovo modo di pensare lo stabilimento, per migliorare poi le condizioni in tutti i settori dell’edilizia.

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