architettura-estremaForze naturali – e persino sovrannaturali – sembra siano entrate in azione nella sala d’esposizione “Tilt” a Towson, Maryland, dove l’intera facciata è messa di sghembo secondo una certa inclinazione e poggia minacciosamente su di un solo angolo. Con il suo peso massiccio di 450 tonnellate così ben equilibrato, questa facciata di cemento e di acciaio ricoperta da una cortina di mattoni si presenta agli spettatori come un’impresa di ingegneria apparentemente impossibile. L’enorme peso è in realtà trasferito all’armatura d’acciaio dell’edificio attraverso collegamenti con gli elementi strutturali del secondo piano e del tetto, ed è ulteriormente stabilizzato dall’angolo che tocca terra. La facciata obliqua, agendo sia da parete che da sporgenza ornamentale a guisa di tettoia, non esprime la funzione dell’edifico come avviene solitamente con le strutture moderne, ma la rivela sollevando un angolo della parete interposta tra i clienti e la merce. Nel loro insieme, queste sale di esposizione della Best Products (una catena di supermercati ormai defunta http://en.wikipedia.org/wiki/Best_Products) costituiscono un formidabile tour de force dell’architettura americana della “falsa facciata”. Per ciascuna di esse lo studio di progetto ha adottato una tecnica particolare e consentito all’ambiente naturale e al contesto sociale di suggerirne il carattere definitivo.

Per la sala d’esposizione Cutler Ridge di Miami, Florida, lo stesso studio dovette lavorare in un’area delimitata da binari ferroviari e da un’arteria stradale principale. Ciò suggeriva un tipo di costruzione la cui immagine cambiasse o in qualche modo si correlasse all’idea del viaggio e del momento, e il concetto combinato con la nozione di una struttura che si stesse sgretolando o che fosse ancora in fase di costruzione, fu applicato alla realizzazione della facciata: pezzi di questa furono spostati in avanti, frammentando progressivamente la parete frontale della sala d’esposizione standard della Best, che veniva quindi a poggiare su quattro piani separati. Allontanandosi o avvicinandosi all’edificio, lo spettatore vede frammenti della facciata risaltare come oggetti surreali su un paesaggio piatto: quanto gli sta sotto, invece, i frammenti si uniscono a formare la facciata standard. Di conseguenza, il miglior effetto di questa sala d’esposizione, è offerto dall’osservatore in transito, in auto o a piedi, che coglie, oltrepassandolo, i diversi aspetti dell’edificio. Per una sala d’esposizione della Best a Hialeah, si scelse di rispecchiare un po’ dell’ambiente locale dall’interno della facciata. Allo scopo, fu costruita una falsa parete frontale di vetro sul davanti della parete strutturale di mattoni e nell’intercapedine di 1,8 metri fu piantato un paesaggio locale in miniatura, comprese alcune palme ed una varietà di piante del posto. In un interstizio simile, furono fatti crescere alberi sopra e attraverso la sala d’esposizione “forest” a Richmond, in Virginia. Dietro la facciata fu creato un microcosmo del variato paesaggio della Florida, con acqua, piante, sabbia, terra e roccia. Le immagini sfocate del paesaggio son o prodotte da una cascata d’acqua. Se si guarda l’edificio da un veicolo in movimento, si prova un’esperienza cinetica unica. Il senso di questo tipo di architettura estrema è quello di visualizzare l’edificio all’interno di uno spazio urbano e di cambiarne i connotati a seconda di come lo si osserva, rinnovando ogni volta l’esperienza dello spettatore.

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