Novanta enormi pietre posizionate circa 4.500 anni fa: è questa la straordinaria scoperta fatta dal team dello Stonehenge Hidden Landscapes Project.
Numerosi monoliti sono stati individuati con i georadar nel sottosuolo a tre chilometri da Stonehenge, il celebre sito di epoca neolitica, nell’Inghilterra centrale. Per la precisione, 90 enormi pietre nell’area nota come Durrington Walls. Gli studiosi britannici del team che ha realizzato la scoperta, appartenenti a un progetto di studio internazionale che mappa i reperti e il terreno in questo angolo del Wiltshire, hanno lavorato per cinque anni, misurando l’intera area e creando una mappa dettagliata del nuovo monumento. Definiti d’importanza “straordinaria’: i monoliti sarebbero stati utilizzati, molto probabilmente, per scopi rituali. Secondo la Bbc, le pietre, trenta delle quali alte oltre quattro metri, sono a una profondità di circa un metro e delimitano una sorta di arena. “Siamo di fronte a uno dei maggiori monumenti in pietra di tutta Europa’; ha dichiarato Vince Gaffney, professore dell’Università di Bradford. “Il fatto straordinario è che era lì da ben quattromila anni ma non ce ne eravamo mai accorti’: “La presenza di quelle che appaiono come pietre che circondano il sito di uno dei maggiori insediamenti neolitici d’Europa.

Altre curiosità dal mondo dell’archeologia (e non solo)

Scoperto un monolite nel Canale di Sicilia
Risale a 9.500 anni fa ed è una traccia della presenza di antiche popolazioni. Lavorato con fori regolari e una cavità che lo attraversa per intero in una delle estremità, il grosso blocco è stato trovato a circa 40 metri di profondità tra Pantelleria e le coste siciliane. Il monolite testimonia la presenza di antiche popolazioni in questo luogo circa 9.500 anni fa, quando, come è noto agli esperti, il livello del mare era più basso di oltre 40 metri, dunque questo lembo di terra del Canale di Sicilia era emerso. Scoperto grazie agli indizi raccolti dai geologi dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste, quello siciliano è uno dei siti sommersi più antichi finora conosciuti.
E luce fu… ipersensibile
Creata una fonte luminosa in grado di aiutarci a carpire i segreti dell’Universo capace di intercettare segnali debolissimi, come quelli prodotti dal Big Bang o dall’esplosione di stelle. Questo aiuterà gli esperti a saperne di più sui fenomeni che governano lo spazio infinito. A rendere tutto possibile, dopo trent’anni di tentativi falliti, è stato il lavoro di un gruppo di ricercatori dell’università di Cambridge, in Inghilterra, che ha ottenuto un risultato finora ritenuto irraggiungibile sperimentalmente: spremere una singola particella di luce (un fotone), ossia ridurre al minimo il rumore di fondo per migliorare la precisione delle misurazioni ottiche.

Ritrovata la statua più antica del mondo

La statua di legno più antica al mondo Shigir ldol, questo è il suo nome, raffigura un uomo con incomprensibili incisioni sul corpo che gli esperti ritengono un antico codice criptato. Attualmente in mostra nello Sverdlovsk History Museum di Yekaterinburg, in Russia, la statua è stata trovata sui monti Urali nel 1890. Una prima datazione del 1997 aveva stabilito un’età di circa 9.500 anni. Adesso, grazie a una più avanzata tecnica di analisi con il carbonio attivo, si è scoperto che il manufatto avrebbe ben undicimila anni.

Stromboli sotto controllo grazie al laser

Sperimentato per 24 ore consecutive presso il vulcano delle isole Eolie un dispositivo progettato dall’Enea per analizzare i fumi che escono dai crateri. L’apparecchio si chiama Billi ed è in grado di misurare il contenuto di biossido di carbonio, indizio importante per la previsione delle eruzioni. Lo strumento ha anche fornito immagini 3D del pennacchio, fino a tremila metri di distanza.

Share.

Leave A Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.