Quando i cavalieri diventarono personaggi di spicco nel Medioevo, si affermò anche la tradizione dei tornei o giostre ad essi riservati. I tornei mettevano alla prova la loro abilità nello stare a cavallo e la capacità di mantenere di maneggiare la lunga lancia, e iniziarono ben presto ad attirare folle di nobili, ma anche di gente comune. Le competizioni si ispiravano all’ideale della cavalleria e costituivano una sorta di allenamento competitivo, visto che nella giostra un cavaliere poteva assaporare l’adrenalina e la gloria della battaglia senza subirne le drammatiche conseguenze: le ferite e talvolta la morte (benchè non fosse del tutto esente dal rischio che qualcosa andasse storto).

Ecco una sorta di prontuario per qualcuno che volesse partecipare a una di queste competizioni in una manifestazione in cui si rievochino i riti e i costumi medioevali:

  1. Scegliete una dama. Il corteggiamento svolte un ruolo chiave nel torneo, ed è pertanto essenziale che un cavaliere scelga la dama per la quale battersi. Meglio optare per una bella donzella già sposata a un uomo di alto rango (non c’è nulla di più disdicevole): la fanciulla vi farà dono di una sciarpa, un velo o una manica da indossare durante la giostra. Più intimo è l’oggetto, più fortuna vi porterà.
  2. Carica! In groppa al cavallo, riceverete il segnale di partenza per la giostra con uno squillo di tromba. Inizierete galoppando lungo la parte destra di una barra che vi separa dall’avversario, mentre impugnate la lancia e lo scudo. Non è raro che i cavalli raggiungano velocità di 50 km/h galoppando attraverso soli 55 metri di campo.
  3. Colpite con la lancia. Puntate la lancia contro il vostro avversario: guadagnerete un punto se si spezzerà contro il petto, e due se impatterà l’elmo. E’ importante che la lancia (piuttosto fragile perchè cava) si spezzi, altrimenti sarà considerato un colpo a vuoto e non otterrete alcun punto. Avrete a disposizione solo tre lance per ogni incontro, quindi sappiatele usare! I cavalieri che restano in sella si voltano e tornano nuovamente alla carica (ecco perchè lo hanno chiamato torneo).
  4. Disarcionate l’avversario. Colpire con la lancia l’armatura dell’avversario non basta, per diventare una stella della giostra bisogna disarcionarlo. Questo non solo vi farà ottenere tre punti, a prescindere dal fatto che la lancia si spezzi o meno, ma con tutta probabilità vi darà anche la vittoria. Enrico VIII fu disarcionato durante un torneo e rimase privo di sensi per due ore.
  5. Combattimento a terra. Gli scontri a cavallo sono una prima scrematura in cui i vincitori passano alla gara successiva, dunque avrete bisogno di vincere molte volte per diventare campioni. Se le vostre tre lance sono andate distrutte, il combattimento prosegue a terra. Armatevi di spada e affrontate l’avversario. Di solito ci si scambia per una mezza decina di colpi prima che uno dei due decida di arrendersi.
  6. Festeggiate la vostra vittoria. Dopo la vittoria, godetevi il bottino conquistato, l’armatura e il cavallo dell’avversario. I premi verranno consegnati nel corso di una cerimonia in cui tutti gli sfidanti si abbracciano all’insegna del cameratismo e della cavalleria. E tutti verranno gratificati con un lauto banchetto con contorno di musica e danze.
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