ella regione della Linguadoca-Rossiglione, in Francia, sorge una chiesa dedicata a Maria Maddalena, venerata come santa dai cattolici. Una figura affascinante e misteriosa, sul cui vero ruolo accanto a Gesù si dibatte da secoli. Quella di Rennes-le-Chàteau, tuttavia, non è una chiesa come tutte le altre. Sembra custodire un segreto che ha scatenato la curiosità di scrittori, archeologi e ricercatori di ogni epoca.

Ricchi finanziamenti

Risale all’anno mille, ma comincia la sua storia recente solo nel 1885, quando un giovane curato trentatreenne, Bérenger Saunière, ne diventa responsabile. Appena arriva in questo piccolo paesino del sud della Francia, il sacerdote si rende subito conto che la chiesa di Santa Marina Maddalena è cadente. La situazione architettonica e strutturale dell’edificio è drammatica. Saunière ha urgente bisogno di denaro per avviare i lavori di recupero. Nel 1886 una nobildonna fa una donazione di mille franchi. Con quei soldi il parroco inizia la ripavimentazione della chiesa. Gli interventi vanno avanti senza intoppi fino a quando succede qualcosa che cambia completamente la situazione. Il parroco inizia improvvisamente a disporre di grosse quantità di denaro. Avvia, così, un ampio progetto architettonico che prevede la costruzione di una villa in stile rinascimentale, una torre neogotica, una biblioteca, uno studio, una serra con piante e animali esotici e, infine, un belvedere.

Non solo, Saunière si offre di aiutare economicamente alcuni abitanti nel villaggio nella ricostruzione delle loro case e d i far realizzare una strada che conduca al borgo. È difficile capite quanto sia stato speso per un’opera così importante. Alcuni parlano di cinque milioni di euro dei giorni nostri, altri di una cifra ancora superiore. Il passaggio che resta certamente oscuro è come abbia fatto un povero parroco di campagna a procurarsi tutto questo denaro in poco tempo e all’improvviso. È proprio da questo interrogativo che nasce il mistero di Rennesle-Chàteau. Sulla storia della chiesa di Santa Maria Maddalena e Bérenger Saunière sono stati versati fiumi di inchiostro. Si è cercato di trovare mille spiegazioni ai dubbi che questo luogo e questa vicenda hanno sollevato. Una delle ipotesi è che il curato di Rennes-le-Chàteau durante i lavori di ripavimentazione dell’edificio Aligioso abbia trovato un tesoro fatto di pietre preziose. C’è tuttavia chi sostiene che il ritrovamento non sia stato di beni materiali: forse era una reliquia o documenti che avrebbero potuto aprire uno squarcio sulla storia della cristianità. I più audaci arrivano addirittura a ipotizzare che il prete abbia scoperto il mitico Santo Graal, la coppa usata da Gesù per celebrare l’ultima cena e da Giuseppe d’Arimatea per raccoglierne il sangue dopo la morte. Per cercare indizi bisogna entrare nella chiesa e studiarne i particolari.

Discendenza di Cristo

Tutto nasce da un racconto molto conosciuto in questi luoghi secondo il quale Gesù avrebbe concepito alcuni figli con Maria Maddalena. Il Santo Graal, quindi, non sarebbe stato un coppa, un oggetto fisico, ma un modo per indicare il sangreal, ossia il sangue reale di Cristo fluito nelle vene dei suoi discendenti, i re merovingi. Un segreto sconvolgente, dunque, che avrebbe potuto destabilizzare la Chiesa cattolica e che bisognava proteggere a tutti i costi. Nel corso dei secoli questo compito sarebbe stato affidato a un’organizzazione occulta: il priorato di Sion. Tutte queste ipotesi costituiscono la base del celebre romanzo 11 codice Da Vinci scritto nel 2003 da Dan Brown, ma già molti anni prima altri scrittori avevano proposto teorie simili. All’origine di questo filone narrativo ci sono una se-rie di documenti chiamati Dossiers secrets, depositati presso la Biblioteca Nazionale di Francia negli anni Sessanta da parte di un tale Pierre Plantard, un geometra e attivista di estrema destra che sosteneva di essere l’ultimo discendente della dinastia dei sovrani merovingi. A provare le sue nobili origini sarebbero stati proprio i documenti ritrovati dal parroco di Rennes-le-Chàteau alla fine dell’Ottocento. Pergamene rimate segrete per secoli e custodite dal priorato di Sion. “Non c’è nessuna evidenza storica per la quale si possa ipotizzare la discendenza dei merovingi da Gesù e Maria Maddalena”, spiega Francesco Zambon, professore di filologia romanza all’università di Trento. “Si tratta di una ipotesi pura-mente fantasiosa che non ha nessun fondamento”.

In effetti, alcuni anni dopo Plantard confessa di aver creato ad arte i documenti, ma paradossalmente in questa montatura si ritrova qualcosa che nella leggenda legata a Maria Maddalena c’è davvero. Nel 1909 il parroco di Rennes-le-Chàteau ha ormai completato il suo grandioso progetto architettonico. Il vescovo del luogo, insospettito dal tenore di vita elevato del sacerdote, apre un’indagine. Scopre, così, che Saunière aveva messo in piedi un importante giro di vendita delle messe e che in quattro anni aveva raccolto oltre novemila franchi. L’inchiesta porta alla sospensione del curato dalle funzioni sacerdotali. Secondo questa versione dei fatti, dunque, la sto-ria di Bérenger Saunière sarebbe quella di un prete corrotto che avrebbe fatto una montagna di soldi. I conti, tuttavia, non tornano. Novemila franchi non sarebbero certo stati sufficienti per finanziare un’opera così grandiosa. La donna che ha vissuto al fianco del curato di Rennes-le-Chàteau, la sua perpetua, Marie Denarnaud, ha alimentato il mistero del tesoro di Saunière: “Con quello che ha lasciato monsignore si potrebbe far vivere tutto il paese per centinaia di anni e ne avanzerebbe ancora. Ma io non posso toccarlo. La gente di qui cammina sull’oro e non lo sa”.

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