Il suo primo edificio newyorchese, infatti, è in costruzione nel punto più cool di Manhattan: lungo la High Line. La passeggiata design e sopraelevata, progettata da altre archistar – rivali della 65enne britannica nata a Bagdhad, vincitrice del Pritzker Prize, il Nobel degli architetti, poco più di 10 anni fa – ovvero i Diller, Scofidio + Renfro, non solo è in progress (sta avanzando lentamente accanto al fiume Hudson), ma sta contribuendo a cambiare il paesaggio urbano lì intorno: da post-industriale a luogo sempre più appetibile per negozi, ri-storanti e appartamenti luxury. Ecco quindi il “condo” disegnato da Zaha Hadid, insieme allo studio Ismael Levya Architects, esattamente al 520 West 28th Street. Il segno, anzi la zampata sinuosa di Zaha, è nella silhouette: le sue “onde” trademark per 11 piani di appartamenti superlusso (i costruttori per ora sono arrivati al quinto). Il condominio avrà una spa, una piscina e arredi studiati apposta per assecondare le curve dell’edificio (per esempio le cucine, progettate insieme a un brand italiano, Boffi). Ci sarà anche un Imax, cinema super-tecnologico privato e un maggiordomo condominiale che si occuperà delle richieste degli inquilini, che si tratti di prenotare un ristorante o un elicottero. Prezzi? Stellari, ovviamente: da un minimo di 5 a un massimo di 50 milioni di dollari per un appartamento. Del resto, di stellare non sono solo i prezzi. Non è solo Zaha (una delle poche donne ad aver vinto appunto il Pritzker), ma anche la tecnologia necessaria a costruire tutte quelle onde di vetro e acciaio che a lei piacciono così tanto, e che pare invece facciano venire i brividi ai capocantieri di Manhattan.

Ma chi è Zaha Hadid?

Qualche anno fa la celebre rivista americana Time parlò di lei come una delle 100 donne più influenti al mondo. Quel che è certo è che questo architetto di origini brutanniche ha uno stile inconfondibile che riesce a marchiare ogni suo progetto: palazzi ricurvi, forme definite e una capacità di donare all’insieme di una costruzione una forma prospettica molteplice. Un punto di vista che non è mai lo stesso e che cambia a seconda della posizione corporea che si occupa quando ci si pone dinanzi ad uno dei suoi progetti. La carriera di Zaha è a dir poco formidabile. Lei nasce a Bagdad, in un quartiere della città molto lontano da quelli che solitamente siamo abituati a vedere in televisione: Zaha è figlia di un noto industriale nonchè esponente di spicco della politica locale; sin da giovane, anche a Bagdad, frequenta ambienti da cui trae ispirazione per la sua formazione e il suo estro creativo. Poi la svolta arriva definitivamente quando sceglie di studiare a Londra dopo la laurea in matematica conseguita all’università di Beirut. A Londra sceglie di frequentare l’Architetural Association, uno dei templi dell’architettura moderna ed è qui che studia prima di diventare collaboratrice e socia di quegli stessi maestri da cui trae la sua formazione di architetto. Zaha è inarrestabile, frequenta gli ambienti che contano nell’ambito dell’architettura prima nel salotto britannico poi nei paesi bassi, fino poi a sbarcare oltre oceano come docente ad Harvard. Zaha da insegnato presso le cattedre più prestigiose d’Europa e d’America e ha partecipato a progetti di rilevanza mondiale, come quello per il Millennium Dome di Londra. Il suo estro e la sua capacità di applicare l’architettura nella pratica come nella teoria, ha reso questo architetto una delle firme più importanti e influenti sulla scena mondiale dell’architettura moderna.

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