Si dice spesso che Hollywood è la fiera della vanità e come dare torto a chi prendere a spunto il titolo di un fortunato romanzo di Tom Wolfe, nel descrivere quel che l’industria del cinema ci propina ogni giorno. Dopo lo scandalo delle foto rubate a star del calibro di Jennifer Lawrence e Kaley Cuoco, ritorna prepotente la polemica sulla bellezza. Questa volta a essersi presa i titoli e i flash di tutti i giornali e i siti del mondo è stata Renee Zellweger. Abituati come siamo a immaginarla nell’imperitura parte ingenua di Bridget Jones, lei, icona di una bellezza acqua e sapone, che certo non passava per mangia-uomini, icona di fascino e sex symbol, ecco devo dire che ci ha sorpreso vederla con il viso completamente rifatto. Una Renee irriconoscibile che sembra proprio un’altra donna. In molti hanno fatto fatica a riconoscerla durante la passerella per il 21esimo gala di Elle dedicato alle donne, chissà cosa avranno pensato le donne in prima linea che combattono contro gli stereotipi machisti. Eppure l’attrice premio Oscar per Ritorno a Cold Mountain ha detto di sentirsi a suo agio e contenta per il lavoro di rimodellatura del suo viso. Un viso stirato, che ha lasciato alle spalle quelle paffute guance che un po’ la contraddistinguevano e la facevano tanto espressiva. Il web si è scatenato, soprattutto la polemica ha montato sui social network, ponendo l’accento sul fatto che i cambiamenti erano stati troppo marcati fino a cambiare i connotati. Renee ha 45 anni e oggi, dobbiamo dirlo, le donne di 45 anni sono belle e giovanili come le donne di 35 anni solo venti anni fa, basta vedere le foto. Non solo si invecchia meglio, ma si è tutti più giovani, sani e belli, questo lo dice la genetica e basta davvero un raffronto col classico album di famiglia che teniamo in casa. Provate a comparare le foto di madre e figlia alla stessa età, a parte la tecnica fotografica (che potrebbe nascondere i difetti) la madre sembrerà più vecchia di dieci quindici anni, anche da ragazza. Forse c’entra l’abbigliamento, forse i gusti, ma tant’è.

Il caso Renee semmai ha messo in evidenza come a Hollywood il problema della bellezza torni sempre in auge, quando si tratta di lavorare. Le donne faticano a trovare ruoli importanti se invecchiano o non corrispondono più ai gusti del pubblico. Paradossalmente il pubblico è fatto più di donne che di uomini, ma l’ideale di bellezza è inseguito anche dalle donne stesse che amano identificarsi in eroine coraggiose, di temperamento, ma indubbiamente non brutte. Dicono da Hollywood “il ritocco è normale per una donna, sarebbe strano non averlo”. In effetti il successo dei chirurgi plastici, professionisti tra i più affermati economicamente nel sud California, è tale da non lasciare adito a dubbi. L’ossessione per la fonte della gioventù è tale che il ritocchino è inseguito proprio da tutti e non occorre essere una star. Hollywood rappresenta la punta dell’iceberg di una sorta di movimento della bellezza a tutti i costi, o meglio dell’esser giovani a tutti i costi, che contagia anche gli uomini, seppure in misura minore rispetto alle donne. Oggi con le TV e i display ad alta definizione, che mettono in mostra in modo feroce i difetti, c’è maggior pressione per apparire più attraenti che mai. Nel solo 2013 negli Stati Uniti sono stati effettuati 7 milioni di piccoli e grandi interventi estetici, in donne tra i 40 e i 55 anni, l’età critica nella quale si va da un periodo di floridezza a quello della menopausa. Gli interventi eccessivi di botox su Renee Zellweger hanno tuttavia dimostrato che con la società moderna, interconnessa c’è poco da scherzare.

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