Difficile pensare a un sentimento più complicato della delusione. Da cosa viene? Beh la delusione è strettamente correlata all’illusione che un fatto o un’evenienza si verifichi nel modo da noi sperato. Spesso ci si illude troppo, cioè si va oltre quella che è la naturale aspettativa ed è l’illusione a generare la delusione. Questa è certamente maggiore del rammarico, nel rammarico si fa la tara a quella che potrebbe essere la stortura che rovina tutto, ci si rammarica perché poteva andare diversamente. Ma quando si è delusi vuol dire che proprio le cose non vanno come dovrebbero andare e ciò ci rende tristi. Una delle delusioni più classiche è quella relativa al lavoro: passi intere giornate a studiare per una carriera universitaria e poi una volta laureato non trovi lavoro. La delusione non ha nulla a che vedere con la situazione in cui ci si trova a livello finanziario comunque, anche se è vero che molte delle frustrazioni derivano da mancate possibilità economiche.

Probabilmente si deve lavorare sulle future aspettative. Un buon passo per gestire le delusioni è quello di sradicare le illusioni, cioè di non fare leva eccessiva su delle aspettative non realistiche che non hanno nulla a che fare con l’ottimismo. Essere ottimisti significa sperare sempre che le cose vadano per il meglio, visualizzare in anticipo la situazione migliore, ma anche giocare un po’ col destino, se questo ha in serbo una piega inaspettata. Però essere ottimisti ha dei vantaggi: si vive meglio, si allontana lo stress e richiama maggior impegno e più fresche energie nell’adempimento dei compiti. Quindi la soluzione per gestire le delusioni non è sicuramente svoltare verso un atteggiamento pessimistico. Una soluzione per gestire le delusioni è bilanciare l’ottimismo con il realismo, cioè dotandosi di un piano B. Se abbiamo un piano supplementare che può funzionare se la prima delle condizioni non si avvera, al massimo potremmo essere rammaricati, ma il disappunto sarà veramente minore.

La delusione profonda per gli aspetti della vita può condurre anche alla depressione. Molte donne crollano sulla base di un susseguirsi di delusioni alle quali si arrendono semplicemente perché non hanno più le forze per combattere. Le sconfitte sono state troppe e il pessimismo genera delusioni, con la forza di profezie auto-avveranti. Gestire la delusioni, di lavoro, amorosa, affettiva o relativa alla salute, è veramente una parte importante della prevenzione alla depressione.

Le cause maggiori che creano delusioni e costituiscono l’antipasto indigeribile della depressione sono:

– Avere una smisurata fiducia in capacità che non si possiedono: spesso si è eccessivamente fiduciosi sia sulle proprie forze, sia sull’andamento degli eventi. Ma conviene essere misurati, conoscere i propri limiti e saper affrontare i problemi facendosi aiutare, quando serve.

– Puntare a obiettivi troppo ambiziosi: anche in questo caso, non si può pensare di poter avere tutto e non conviene vivere una vita basata sull’assunto che un giorno le cose cambieranno, perché i cambiamenti, a meno di non avere una fortuna sfacciata, avvengono gradualmente. Per questo motivo è bene avere in mente un progetto di lunga durata, con un obiettivo massimo, ma vivere in funzione del percorso, fatto di tanti obiettivi intermedi.

– Essere troppo perfezionista: non aiuta nemmeno non lasciarsi andare, accettare i difetti e le deviazioni che spesso la vita ci pone davanti. Troppo perfezionisti significa avere l’illusione di controllare tutto, dalla disposizione degli oggetti agli appuntamenti settimanali. Non si creano rapporti sinceri perché nulla sembrerà mai perfetto. Mentre le persone sono belle perché hanno dei piccoli difetti che le rendono interessanti. E conviene vivere sulla base di un mondo imperfetto, in modo da poter capire che anche noi non possiamo pretendere la luna.

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