È importante continuare a fare campagne di promozione delle case prefabbricate in legno, per fare in modo che la gente conosca e si avvicini alla bioedilizia. Tuttavia se anche le istituzioni cittadine iniziano a portare il buon esempio, la strada diventa ben più semplice perché la scelta diviene indicativa della volontà di cambiamento di un comune. Un po’ come è successo a Gabicce, piccola località marittima in provincia di Pesaro e Urbino!

Una strada ancora lunga

 In Italia il successo della bioedilizia è molto recente: solo nell’ultimo periodo gli italiani stanno maturando una seria consapevolezza dei cambiamenti climatici del nostro Paese e della necessità di costruire meglio e prestando maggiore attenzione. Solamente dieci anni fa questo discorso non poteva essere fatto, e le quote di mercato dell’architettura ecologica e sostenibile erano ben più basse. Insomma, paesi come la Svezia, la Norvegia e la Danimarca hanno capito molto prima dell’Italia quale sia la rotta per evitare disastri, e per avere città a impatto ambientale decisamente inferiore rispetto a quello attuale.

Tuttavia, “meglio tardi che mai” è un proverbio mai come ora più azzeccato, perché anche se in ritardo rispetto agli altri ci siamo arrivati, e attualmente l’Italia percorre una strada che la pone ai primi posti in Europa e nel mondo per aziende e impegno nell’architettura sostenibile – eccetto alcuni ostacoli ed eccezioni di cui non si discorrerà in questo scritto. Numerose sono le campagne e le pubblicità volte a informare e rendere sensibili gli italiani sul tema della sostenibilità ambientale, così come  aumentano sempre di più le persone, in Italia, che quando comprano casa puntano se possono alle classi energetiche più elevate, consapevoli del fatto che a guadagnare non è solo l’ambiente ma loro per primi. Gli italiani di oggi quindi si mostrano più disponibili ad investire una cifra più alta al momento dell’acquisto, nella consapevolezza poi di vedere numeri molto più bassi sulle bollette. E di avere maggiore isolamento termo-acustico, oltre ad una serie di altri numerosi benefici.

Dati ottimi, quindi, ma naturalmente la strada è ancora lunga e non si può considerare ancora la bioedilizia pari all’edilizia in cemento per volumi di vendita e contratti d’affitto. L’Italia è effettivamente ancora piena di edifici pieni di sostanze tossiche, e molto numerosi sono gli immobili con sistemi di riscaldamento a dir poco obsoleti per cui è bene che le aziende bioedili continuino a spendersi per far sentire la loro presenza, e che le Istituzioni spingano i cittadini verso l’edilizia sostenibile.

Il cambiamento parte dalla comunità di Gabicce Mare

La situazione diventa decisamente più bella se sono le stesse istituzioni, per prime, ad appoggiare la causa ecologica, dando il buon esempio ai cittadini. Come è accaduto a Gabicce Mare, località della riviera romagnola-marchigiana in Provincia di Pesaro-Urbino che conta circa 6.000 abitanti, e che ha visto realizzare  il primo edificio italiano in bio edilizia considerando unicamente l’architettura istituzionale. Il Municipio di Gabicce Mare, questo piccolo comune in bilico tra la Romagna e la Marca è stato infatti costruito interamente in legno, per una superficie totale di 1.300 metri quadri posti su tre piani e dotato anche di pannelli solari.

Il motivo per cui a Gabicce si è costruito questo Municipio è perché quello vecchio, dopo vari controlli durati molto a lungo e molti anni, è risultato fuori dalla norma antisismica, in linea del resto con la maggior parte dei municipi e degli edifici pubblici che non sono quasi mai nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia.  La piccola rivoluzione di Gabicce sta nell’aver deciso di costruire una struttura nuova sostenibile, invece di richiedere la stesura di un piano di adeguamento. Quindi un Municipio sicuro ed ecologico.

I costruttori si sono avvalsi del legno, ovviamente, come materiale principale e della tecnica platform frame, che ha portato l’edificio alla classe IV per essere ben sfruttabile e sicuro in presenza di calamità naturali. A dimostrazione che sì, il legno è e rimane un ottimo investimento per gli edifici del futuro.

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