La forma più comune di precipitazione atmosferica o idrometeora ed ha luogo a tutte le latitudini, in particolari condizioni, cioè ogni qual volta nella troposfera avvengono perturbazioni che comportano variazioni negative di temperatura e perciò condensazioni del vapore acqueo in sospensione nell’atmosfera quasi satura, su nuclei di condensazione.

Da dove arriva la pioggia?

Dipende dalla presenza di vapore acqueo nell’atmosfera e dalla maggior o minor condensazione dello stesso vapore acqueo, appunto per raffreddamento negli strati atmosferici fra la Terra e la zona di condensazione specie quanto questo raffreddamento non scende a O °C; altrimenti la precipitazione ha luogo sotto forma di neve o di grandine.

La pioggia si manifesta come formazione e caduta di gocce d’acqua quando le molecole di vapore non possono rimanere divise, allora avviene contatto o mescolanza di due masse d’aria quasi sature d’umidità ma di temperatura sensibilmente diversa e si verifica il passaggio d’una massa d’aria su una zona di temperatura inferiore o a seguito di espansioni in quota e perciò di raffreddamento d’una massa d’aria ascendente.

Queste gocce cadono quando vincono la resistenza che l’aria riesce ad opporre alla forza di gravità fino a che non raggiungono una certa dimensione: già le gocce del diametro di un cinquantesimo di mm. precipitano alla velocità di 1 cm. al secondo.

A che velocità cade la pioggia?

La velocità di caduta delle gocce di pioggia è stata teoricamente calcolata dai diversi geofisici (Stokes, Schmidt, ecc.); essa dipende non solo dalle dimensioni ma anche dalla densità delle gocce; aumenta in un primo tempo poi si stabilizza su valori costanti e in tali condizioni cade al suolo. Per agglomerazione le gocce possono raggiungere dimensioni oscillanti in media tra 1 e 3 mm. di diametro, ma pure fino a 7 mm.

Come fenomeno meteorico che si produce a seguito di saturazione atmosferica, la pioggia costituisce una manifestazione ed un indice del grado di umidità atmosferica che è l’elemento del clima in generale e come tale caratterizza diversamente le differenti regioni climatiche della Terra: ne condiziona cioè le manifestazioni biologiche concorrendo insieme con le manifestazioni degli altri elementi del clima (temperatura, insolazione, pressione) alla formazione dei diversi paesaggi naturali, in particolare di quelli vegetali sia per quanto riguarda le varietà delle specie vegetali, sia per quanto s’attiene al comportamento diverso degli individui di una stessa specie; a questo proposito basti ricordare che quando la quantità di pioggia è inferiore ai 450 mm. l’anno la terra è difficilmente coltivabile senza l’irrigazione; se è inferiore ai 250 mm. allora la regione è desertica.

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