L’isola di Rodi è la piú estesa dell’arcipelago del Dodecaneso e sotto ogni aspetto la piú interessante. Si ritiene dai geologi che Rodi, e tutte 11 isole dell’arcipelago greco, non siano che la parte montuosa di un antico continente che nel periodo miocenico (éra terziaria) congiungeva la peni sola balcanica con l’Asia Minore e si estendeva a Sud sino a Candia e forso al di là.

La storia di Rodi

Alcuni dànno al nome significato di  isola delle rose (dal greco rodon), per la rosa che compare quale simbolo sullo stemma dell’isola secondo altra etimologia il nome venne dalla fanciulla Rodo, figlia di Anfitrite e Nettuno. I piú antichi abitanti dell’isola furono i Telchines immigrati da Creta. Chiamata dai poeti isola del sole, Rodi fu popolata un tempo da genti autoctone viventi nell’orbita delle civiltà minoica e fenicia, venni colonizzata dai Dori circa mille anni a. C. e vi prosperarono le tre città greche ricordate da Omero: Lindo, Jàliso e Càmiro, località, oggi, di alto interesse archeologico.

Esse si strinsero in alleanza per la difesa comune o fondarono nel 408 a. C. la città di Rodi che pervenne presto a potenza o ricchezza. Questa resistette nel 330 a. C. a Demetrio Poliorcete, il più famoso capitano di quei tempi, e commemorò tale successo con la costruzione del famoso colosso dedicato ad Elio (personificazione del Sole) annoverato come una delle sette meraviglie del mondo antico, che ne 222 d. C. crollò in seguito ad un terremoto.

Rodi, città autonoma, prima alleata di Roma, poi sede della provincia romana delle isole, crebbe d’importanza come emporio commerciale, si abbellí di edifici ed ebbe a Rodino la celebre scuola di eloquenza frequentata da Giulio Cesare, Cicerone, Augusto Tiberio.

Gli otto secoli del periodo bizantino segnarono la decadenza del l’isola che subì le incursioni saracene medievali e, nel 1248, i primi sbarchi dei Genovesi, finché nel 1308 fu conquistata dai Cavalieri (poi Cavalieri di Malta) allora stabiliti a Cipro. Il periodo cavalleresco (1308 – 1522) è uno dei piú gloriosi della storia dell’isola contro il soverchiante islamismo, ma dopo un’epica lotta secolare Rodi dovette capitolari alle forze degli eserciti di Solimano il Magnifico, nel Natale 1522. Sotto i dominio turco Rodi decadde e divenne luogo di relegazione di principi e sovrani, di visir e pascià caduti in disgrazia dei sultani.

Con l’occupazioni italiana (1912), effettuata durante la guerra libica, Rodi e le altre isole del. l’Egeo restarono in nostro possesso e col patto di Londra (1915) gli Alleati ce ne riconobbero la sovranità, infine col trattato di Losanna (1924 la Turchia ce ne cedette la sovranità: la denominazione ufficiale di quest territori insulari (kmq. 2694) fu Possedimento delle isole italiane dell’Egeo.

In seguito all’esito della 2. guerra mondiale Rodi e le isole italiano dell’Egeo vennero assegnate alla Grecia e costituirono il nomos del Dodecaneso, del quale la città di Rodi è capoluogo.

Le caratteristiche di Rodi

DI struttura montuosa (monte Attairo, m. 1215), è costituita in genere da massicci calcarei impervi coi terreni permeabili ed assorbenti; le coste (km. 400) sono frastagliate, il clima è marittimo, i corsi d’acqua hanno carattere torrentizio ma, data la rilevante superficie dell’isola, taluni portano acque copiose i perenni, anche se a regime molto variabile, a causa della netta divisioni dell’anno in due periodi: uno secco e l’altro piovoso. Ha economia agri colopastorale. Tra le colture primeggiano: cereali, ortaggi, olivo, vite, co tone, fico, mandorlo, agrumi in genere, gelso, tabacco; nella zona centrali la foresta è particolarmente diffusa (resinose, con prevalenza di pini e d cipressi). Discreto il patrimonio zootecnico (ovini e caprini, bovini, equini suini), diffusa l’apicoltura che dà miele e cera, modesta la bachicoltura, redditizia la pesca delle spugne.

Le industrie piú notevoli sono le alimentari la lavorazione del legno, l’oleificio, l’enologica, il saponificio, la conciaria la distilleria, la laterizia; ricercati sono i tappeti e le ceramiche rodiote. Le comunicazioni dispongono di strade camionali e di buoni servizi marittimi; Rodi è collegata da regolari servizi aerei con Atene, il commercio, attivo, tratta all’esportazione principalmente agrumi, citolle, patate, sesamo, vini, olio, frutta secca, spugne, e all’importazione, metalli, tessuti filati, coloniali, carta.

Cosa vedere a Rodi

Centri principali sono: Rodi con buona rada e ui moderno porto commerciale, che si aggiunge a quello antico; Afando, Calitea, Arcangelo, Malona, Cremasto, Lindo, Coschino, Emtona, Jamadi Trianda e Villanova. Il capoluogo, posto sull’estrema punta nord-orientale dell’isola, è città unica nel suo aspetto di grandioso convento fortificato, è adorno di stupendi ricordi medievali, quali il palazzo del Gran Maestro dei Cavalieri di Rodi restituito recentemente alla sua magnificenza e arricchito di opere d’art. (fra l’altro un bellissimo mosaico dell’isola di Coo) e che, fanno di essi una località di forte interesse turistico; è pure attivo centro commerciale. Le antiche fortificazioni, l’arsenale, l’atrio e la moschea di Murad Reis, quella del sultano Mustafà, l’ospedale dei cavalieri – oggi trasformato in museo, la cattedrale con il S. Giovanni di Donatello, i roseti del giardino delle dighe portuali, il vasto acquario, sono le cose più notevoli della città, che rappresenta un felicissimo risultato dell’incontro tra civiltà occidentale e orientale, onnipresente nell’architettura della parte antica e di quella moderna dell’abitato, nel colore e nel suono della vita che ferve nel dedalo delle viuzze del centro, come sulle ampie piazze e viali del lungomare, ai piedi dei minareti o dei campanili. Non mancano, infine, i reperti romani dell’età imperiale, come quelli della via porticata che si allungava verso tutta la città, e i resti dell’acquedotto.

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