In un’epoca di palinsesti tv dominati dai programmi di cucina, si fa ancora largo riferimento alle stelle Michelin per definire la qualità di un ristorante. Le stelle sono talmente agognate che non sono mancati dei clamorosi casi di suicidio in chi se le aveva viste togliere ed esse vengono considerate alla stregua di un Oscar al miglior film. Ma come vengono invece classificati gli esercizi che propongono dei servizi di ristorazione da parte delle amministrazioni pubbliche? Diciamo subito che un esercizio dev’essere in possesso di alcuni requisiti che lo fanno classificare in un particolare posto, dal quale può essere declassato per la perdita di alcuni di essi. Ecco la classificazione dei ristoranti più diffusa:

prima categoria: questi ristoranti hanno una sala dove ospitano comodamente i clienti, sale anche per banchetti, arredate con un certo gusto e stile signorile, i tavoli sono accuratamente separati, vengono portati i carrelli con le vivande e i corredi sono ugualmente di alta qualità. Il menu come per la categoria lusso, che viene considerata superiore a tutta, deve contenere cucina nazionale internazionale e una raccolta di vini pregiati e di annata, italiani ed esteri. Il personale è in uniforme, numeroso e in grado di servire nelle principali lingue straniere. La cucina è diretta da uno chef coadiuvato da cuochi capi-partita e da personale ben addestrato.

seconda categoria: probabilmente i più in voga per numero, presentano un ambiente confortevole e ben arredato. L’illuminazione è moderna e razionale, c’è il riscaldamento nella stagione invernale e un condizionatore in funzione in quella calda estiva (dipende dai posti). La cucina si presenta proporzionata rispetto alla capacità ricettiva, collocata in un ambiente idoneo, con impianti moderni anche per il ricambio dell’aria; ci sono servizi separati per il personale. Questo è vestito in divisa riconoscibile, e nelle località di turismo è necessario che conosca almeno un’altra lingua, preferibilmente l’inglese. Il menu è variegato e i piatti sono numerosi, con delle specialità riconosciute come il piatto forte. I servizi igienici sono importanti: sono piastrellati, puliti e arieggiati, i servizi sono distinti per sesso, lavabi con acqua calda e fredda.

terza categoria: l’arredamento è di media qualità, le attrezzature per la ristorazione sono ritenute decorose, ma non richiamano l’idea di un grande ristorante. L’illuminazione funzionale, il riscaldamento invernale. La cucina è collocata in un ambiente comunque adatto, con impianti e attrezzature ristorazione funzionali, sia per la trasformazione, sia per il riscaldamento e la refrigerazione dei cibi. Il personale a sufficienza per espletare i servizi e passare un menu con una discreta varietà di piatti.

quarta categoria: in questo frangente rientrano i ristoranti che non rientrano nelle categorie precedenti, in grado comunque di svolgere l’attività in locali adatti provvisti di servizi rispondenti alle normali esigenze igienico-sanitarie.

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