Attacco cardiaco

Attacco cardiaco: cosa succede?

Un attacco cardiaco, noto anche come infarto del miocardio, si verifica quando un blocco impedisce la corretta ossigenazione del muscolo cardiaco da parte del sangue. Se questa situazione non viene risolta in tempi brevi, il tessuto muscolare, deprivato di ossigeno, si danneggia o può addirittura morire. L’impatto sulla salute del paziente infartuato dipende dalla durata del blocco, dall’arteria interessata e dal trattamento ricevuto. In seguito a un attacco iniziale, possono verificarsi uno scompenso cardiaco o aritmie, entrambi potenzialmente fatali. Tuttavia, con la corretta terapia molti pazienti si riprendono e hanno buone speranze di tornare alle loro precedenti attività. Le più comuni cause di attacco cardiaco nel mondo sono le coronaropatie, dovute alla
costrizione delle arterie in seguito al deposito di placche adipose e alla loro successiva rottura. Quando ciò avviene, nella zona di lacerazione si raccolgono piastrine che formano coaguli ematici. Se i coaguli raggiungono dimensioni importanti, l’arteria si restringe e si occlude e si verifica l’attacco cardiaco. Gli infarti possono essere causati anche da spasmi arteriosi coronarici, comunque rari. Alcuni individui sono geneticamente predisposti all’attacco cardiaco, ma possibile ridurre il rischio con alcune misure: contenere il peso corporeo, curare l’alimentazione, non fumare e fare regolarmente esercizio fisico.

Come funziona il bypass cardiaco

In caso di scarso afflusso di sangue al muscolo cardiaco, si possono bypassare chirurgicamente i blocchi sfruttando altri vasi del corpo.
Il cuore pompa sangue ossigenato in tutto il corpo, ma ha bisogno sua volta di essere nutrito dall’afflusso di sangue alle pareti muscolari. Il sangue, ricco di ossigeno, raggiunge questi tessuti grazie a piccoli vasi superficiali detti arterie coronarie. Le arterie, però, possono restringersi o ostruirsi a causa del colesterolo, che forma placche adipose le quali limitano la portata ematica. Quando al fisico é richiesto uno sforzo, ai muscoli cardiaci non giunge sangue a sufficienza, causando il tipico dolore da anossia, detto angina. Se un vaso si ostruisce completamente, e non si ha alcun afflusso, si verifica un infarto con necrosi del tessuto muscolare. Il trattamento d’elezione di questo tipo di coronaropatia è farmacologico. Secondariamente, si può ricorrere all’angioplastica, con espansione di un palloncino all’interno delle arterie, con o senza introduzione di stent per mantenere la perviertà. Infine, per alcuni pazienti, si valuta l’intervento di bypass coronarico. Il chirurgo preleva vasi sani da altri siti nel corpo del paziente per creare una circolazione alternativa oltrepassandoli blocco. In questo modo, si prevengono i sintomi dolorosi incrementando il volume di sangue ossigenato che supera l’ostruzione e giunge al tessuto cardiaco. La maggior parte degli interventi di bypass cardiaco viene eseguita arrestando il cuore e utilizzando una macchina cuore-polmone per diffondere a tutti i tessuti il sangue ricco di ossigeno. Una volta attivata questa pompa alternativa, si procede all’innesto dei vasi di bypass.

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