Come impostare le fotografie a colori

Gestire il colore nella fotografia è come fare i conti con la valuta. A seconda del paese in cui ci si trova, un’unità può significare un dollaro, un euro, uno yen e così via.

In modo simile, un’unità di colore ha un significato diverso se usata da una fotocamera, da un monitor, o da una stampante. Come con la valuta, è possibile calcolare la conversione usando parametri riconosciuti, i profili colore.

Gli stessi dati di copre possono produrre risultati diversi, perché i dispositivi registrano e memorizzano i colori in modi differenti. I monitor danno luce grazie a filtri colorati, mentre la rada stampata assorbe Scuri color e ne riflette altri: per una stessa immagine, un monitor a colori può rappresentare una gamma, o gamut, di colori più ampia di una stampa a getto di inchiostro. Se alcuni colori presenti a monitor non lo sono nella stampa, si dice che sono fuori gamma. L’estensione dei colori usati è detta spazio colore.

Alto profilo

Per un fotografo  i colori devono risultare gli stessi sulla fotocamera, a monitor o in stampa. Per fortuna le differente tra i dispositivi sono sistematiche e definibili con precisione. La struttura per convertire un colore da una “valuta” a un’altra è il profilo colore. I profili si creano misurando come colori standard sono prodotti da vari dispositivi adeguatamente tarati. ll monitor va calibrato in modo da avere un modo in cui rende i colori; dato che si usa per sistemare le immagini, la precisione dei schermo è fondamentale. Per i migliori risultati sicuramente il monitor dovrebbe essere profilato con un dispositivo hardware.

L’impostazione intento di rendering del  software definisce il comportamento di un dispositivo (per esempio una stampante a getto di inchiostro) nei confronti di colori al di fuori del suo spazio di colore. Con l’impostazione ‘Saturazione’; questa viene sulla fedeltà cromatica: si usa per grafica o in ambiti aziendali. Un intento percettivo, che è molto frequente per un fotografo pubblicitario (si veda http://www.giovannilattanzi.it) o paesaggista, comprime lo spazio fuori gamut in quello di output, ma ridistribuisce tutti i colori lungo lo spettro. Colorimetrico relativo è una buona scelta per foto generiche: conserva i colori che rientrano nella gamma, limita i colori che cambiano e conserva il bianco.

Ci sono molti modi per stampare immagini di paesaggi e di viaggio. Una riproduzione completamente fedele non è l’unica soluzione possibile quando lo spettatore sa come dovrebbero essere davvero i colori e non ci si trova in situazioni in cui il colore è d’importanza critica. La cosa più importante è sempre non cedere alla tentazione di rendere i colori estremamente saturi e luminosi perchè, anche se risultano di grande effetto a video, rischiano di essere deludenti una volta stampati.

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