La porcellana è un tipo di ceramica molto dura, rilucente e impermeabile all’acqua; tra le sue proprietà ha quella di non essere intaccata nè da punta di acciaio nè da quasi tutti i reattivi chimici. Per la sua resistenza elettrica, infatti, è impiegata anche come materiale isolante.

La porcellana è ottenuta con una speciale pasta formata da caolino, feldspato e quarzo riscaldata a temperatura altissima.

La storia della porcellana

Il nome ‘porcellana’ indicava nel mondo antico varie conchiglie che appartenevano al genere Cypraea, anch’esse lucide e brillanti come questo particolare tipo di ceramica.

La porcellana si diffuse in Europa verso il XV secolo, pur essendo già conosciuta dalle epoche precedenti, soprattutto attraverso gli esempi introdotti dal lontano Oriente. La Cina infatti può essere considerata la patria della porcellana, dal momento che in questo paese era già largamente diffusa sotto la dinastia Sung (960-1280). Particolarmente ricca la produzione nell’epoca Ming, specie con gli oggetti decorati in azzurro della fabbrica di Chingte chèn, e quella delle cosiddette famiglie «verde, nera e rosa» della dinastia Ts’ing.

Mentre nel sec. XVIII tale produzione iniziava in Cina la decadenza, si erano intanto affermate le fabbriche europee, in Francia soprattutto ed in Olanda (Delft, Nevers, Rouen). Nello stesso periodo si ebbero ottimi prodotti delle fabbriche persiane e giapponesi, tra queste ultime specialmente quelle di Arita e di Imari; queste forme ripetono, quasi completamente, i gusti cinesi, sì che non è sempre facile notare la differenza tra le due produzioni.

La diffusione della ceramica: dalla Cina all’Italia

Le forme europee, ad eccezione di quelle introdotte grezze dalla Cina e poi qui dipinte, si differenziano da quelle cinesi soprattutto per l’impiego di una porcellana più tenera; di numerosi segreti di fabbricazione di artefici italiani si ha notizia, non sempre documentata da manufatti. Ricorderemo qui i pezzi toscani eseguiti nella fabbrica sostenuta da Francesco Maria de’ Medici nel ‘500 e quelli di B. Buontalenti, N. Sisti, M. Settala e B. Guidobono.

Nel ‘600 e nel ‘700 i maggiori centri di produzione di porcellana tenera furono, in Francia, Rouen, Saint-Cloud, Parigi, Chantilly, Vincennes e, specialmente, Sèvres. Forme pressochè simili si notano anche in Olanda, in Germania ed in Inghilterra.

La scoperta di un giacimento di caolino a Colklitz da parte del tedesco J. F. Bottger permise l’affermarsi a Meissen di una produzione di porcellana pura assai simile a quella del caolino cinese; di qui la grande fortuna della fabbrica tedesca, dalla quale il segreto di fabbricazione poi trapelò, permettendo l’apertura di fiorenti fabbriche a Vienna, a Venezia, a Doccia, a Capodimonte, a Portici, a Napoli, a Nove, a Vinovo ed in altri paesi d’Europa.

Di grande importanza soprattutto le fabbriche di Pietroburgo, di Magonza, Berlino, Fiirstenberg e Nymphenburg, di Sèvres, Sceaux e Strasburgo, di Copenaghen, di Marieberg, di Nyon, di Weesp, di Plymouth, di Shelton, dove si affermò il tipo di P. calcarea ideato dalla fabbrica di J. Wedgwood. Il gusto delle «cineserie» diffuse largamente la porcellana in tutta Europa con forme, che, anche nella produzione, si avvicinano alle antiche produzioni cinesi.

A questa larga produzione, che raggiunse la sua acme particolarmente nel sec. XVIII, contribuirono anche i giacimenti di caolino ritrovati in diversi luoghi. Nell’età moderna, ad eccezione di forme artisticamente più valide, la porcellana mantiene intatti i gusti decorativi tradizionali, pur essendone di gran lunga diminuita la produzione, ad eccezione di quella per uso industriale.

La porcellana per uso industriale è di tipo duro e compatto e, talvolta, può essere anche in pezzi di notevoli dimensioni. In relazione al suo alto punto di fusione, alla sua resistenza al calore e al suo alto potere isolante, viene usata per apparecchi di laboratorio, come crogioli, capsule, lamine, ecc., per isolatori per condutture elettriche ad alta tensione, per valvole e portavalvole e altri apparecchi elettrici, per isolanti per candele d’accensione per motori a scoppio. La porcellana viene anche usata per servizi igienici, lavabi, vasche da bagno, ecc., ma spesso per questi usi ci si serve di una qualità molto meno pregiata, detta fireclay (letteralmente = argilla refrattaria), fatta di argilla refrattaria di colore giallastro, ricoperta di uno strato di smalto porcellanico.

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