Per arredare una casa occorre anche immaginarsi nella funzionalità di ogni giorno. Una casa museo zeppa di soprammobili, ingombrante, ricca di arredi non funzionali, non è utile se l’utilizzo richiede spazio e illuminazione. In questo modo si può capire che la specificità dell’utilizzo o delle proprie abitudini influenza la scelta. Le abitudini e gli stili di vita variano anche a seconda del tenore e della possibilità di avere una famiglia. C’è chi viaggia e non ha bisogno di sostare molto in casa, c’è chi guarda poca televisione e non pensa di stare molto in soggiorno, c’è infine chi lavora tra le mura domestiche e ha necessità di specifici spazi. Ecco alcune tipologie di arredamento per la casa, che potrebbero essere interessanti da vagliare, prima di arredarla o fare dei lavori.

La casa o l’appartamento di un single

Questa situazione è venuta aumentando nel corso degli ultimi anni, l’ISTAT ha dimostrato dati alla mano che i nuclei familiari composti da una sola persona sono in costante aumento, colpa della crisi, ma anche per gli importanti cambiamenti sociologici intervenuti nel tempo. Il single è per natura disordinato, occupa un ambiente per volta e razionalizza gli spazi. Se si tratta di un coniuge appena separato, spesso l’ex marito che non ha avuto la casa nell’assegnazione dei beni, provvederà a creare spazi tipicamente maschili. La cucina è piccola e arredata (www.livitalia.it/it/) con soluzioni salva-spazio, tutte le scelte sono indirizzate a materiali di durata e resistenza, che non ritengono troppa manutenzione, anche perché il single è spesso un lavoratore che passa poche ore a casa. La stanza più arredata e nella quale si largheggia in stile è la camera da letto, spesso un autentico rifugio per il lavoro e le relazioni sociali.

La casa per una famiglia

Una famiglia con uno o più figli è il modello base delle riviste di arredamento e di tutti quei programmi televisivi che riguardano la ristrutturazione di un’abitazione. Anche se i dati parlano chiaro rispetto ai numeri in calo, i figli costituiscono una scelta volontaria che naturalmente influenza l’arredamento di una casa. Una famiglia richiede stanze apposite per i bambini, luoghi comuni e zone separate. Le zone separate sono le camere da letto o le stanze giochi, normalmente arredate secondo il gusto tipico del mercato. In questo caso non si privilegiano gli spazi, ma la comodità e la possibilità per i genitori di esercitare una forma di controllo, scegliendo soluzioni sicure e non complicate. Il televisore e il computer per i figli più grandi trovano spazio in una scrivania piccola, pensata per una persona. Non è infrequente, soprattutto in città, dove gli spazi dei metri quadri sono ridotti, avere camere doppie con letti a castello e armadi in comune. Gli spazi comuni ruotano intorno al living room, alla sala dove c’è il televisore e dove si mangia, come punto di ritrovo e di raccordo delle attività familiari. Avere due stanze da bagno aiuta più i genitori che i bambini, mentre la separazione tra notte e giorno deve essere abbastanza netta, per evitare che i ragazzi siano disturbati dal frastuono delle attività quotidiane.

La casa di chi lavora in proprio in casa

Chi lavora in casa ha necessità di salvaguardare la propria postazione da lavoro, che dovrà essere isolata in un particolare ambiente. In casa perciò l’ufficio dev’essere un punto facilmente accessibile per eventuali ospiti, ma anche sufficientemente isolato per consentire di lavorare in pace e avere una produzione lavorativa completa, non disturbata da altre persone, soprattutto i bambini. In questo caso la scelta dell’arredamento privilegia la funzionalità: la scrivania è grande, le poltrone sono comode e ospitali, se l’attività è particolarmente impegnativa e proficua e richiede la ricezione di ospiti, un piccolo salottino può servire allo scopo. Dev’essere arredata in modo da favorire l’ordine e avere la funzionalità al primo posto.

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