Dal punto di vista medico esistono diversi mestieri interessanti che spesso attraggono i giovani i quali decidono di intraprendere un’esperienza di studio particolare per poi specializzarsi e sperare, un giorno, di poter aprire uno studio proprio. Un discorso che vale anche per coloro i quali abbiano intenzione di diventare dentisti. Prendersi cura dell’igiene e delle malattie dentali è qualcosa di non molto semplice. Bisogna, innanzitutto, lavorare molto dal punto di vista della prevenzione e della sensibilizzazione. La gente spesso ritiene di poter fare a meno di un trattamento dentistico, senza rendersi conto che curare i propri denti non è importante soltanto sotto il profilo estetico ma aiuta a prevenire la possibile comparsa, in futuro, di altre malattie.

I requisiti per aprire uno studio dentistico

Ogni Paese ha una propria normativa in merito ai requisiti necessari per aprire uno studio dentistico. Se guardiamo alle disposizioni vigenti in Italia è necessario sottolineare che questa professione può essere svolta solo dai professionisti che risultano iscritti nell’elenco dell’albo provinciale degli odontoiatri. Per ottenere tale iscrizione, però, è necessario superare una prova attitudinale e dimostrare di essere in possesso di una laurea in odontoiatria e protesi dentaria e di un diploma di specializzazione in odontostomatologia.

Gli adempimenti burocratici per aprire uno studio dentistico

Dopo aver effettuato l’iscrizione all’Ordine e all’Albo degli odontoiatri è necessario provvedere all’apertura di una Partita Iva e recarsi presso l’Azienda Sanitaria Locale di competenza per apporre una firma al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica. I locali necessari per svolgere la professione devono avere la destinazione d’uso dell’immobile A10, ovvero quella relativa agli uffici e agli studi privati. Necessaria, inoltre, l’autorizzazione condominiale che serve per apporre la targa pubblicitaria.

I locali che ospiteranno lo studio dentistico dovranno essere dotati di un impianto elettrico particolare, secondo quanto previsto dalla legge 46 del 1990. Occhio anche all’illuminazione e al cambio d’aria, il tutto al fine di garantire la privacy e la segretezza delle varie prestazioni eseguite, senza comunque dimenticare che il cliente dovrà fornire il consenso al trattamento dei dati personali in merito a quanto prescritto dalle varie disposizioni vigenti in materia di privacy.

Il locale non può essere più piccolo di 9 metri quadri. Necessario provvedere all’allestimento di due bagni: uno servirà solo ed esclusivamente per il personale, un altro per i pazienti. Dal punto di vista normativo non ci sono degli obblighi netti e vincolanti per quanto concerne i servizi igienici per i portatori di handicap ma sarebbe consigliabile fare in modo che il locale sia privo di barriere architettoniche.

Occhio anche all’aspetto legato ai rifiuti. Si sa che le attività sanitarie producono rifiuti particolari che devono essere smaltiti in maniera corretta. Per fare ciò è necessario stipulare un contratto con ditte che si occupano proprio dello smaltimento di rifiuti speciali e di quelli pericolosi.

L’attrezzatura medica presente in un studio dentistico deve essere dotata di marcatura CE oppure di una dichiarazione di conformità che deve essere compilata dal laboratorio odontotecnico. Inoltre, il consiglio è di dotare lo studio dentistico di alcuni medicinali che potrebbero rivelarsi utili in caso di emergenze.

Trenta giorni prima dell’acquisto di un apparecchio radiografico bisognerà comunicare il tutto all’Unità Sanitaria Locale nonché ai Vigili del Fuoco e all’Ispettorato Provinciale del Lavoro. Obbligatorio comporre un documento programmatico sulla sicurezza.

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