Come aprire un negozio di alimenti sfusi

In tempi di crisi economica, le idee in fatto di imprenditorialità non sembrano mancare. Di questi tempi, infatti, vanno molto forte le nuove attività commerciali che sembrano affrontare bene la crisi, come i negozi di telefonia, i ristoranti, i negozi di biciclette e persino quelli specializzati nella vendita di prodotti ortopedici. Tra le novità più modaiole del momento, poi, ci sono i negozi specializzati nella vendita di prodotti alimentari scuri.

Come si apre un negozio di alimenti sfusi?

Come tutte le mode, in realtà, anche quella legata a quest’attività affronta le proprie radici nel passato; i negozi dedicati alla vendita di prodotti sfusi, infatti, pullulavano negli anni Novanta quando le famiglie li preferivano ai nuovi ipermercati e centri commerciali. Con il passare del tempo, tuttavia, il successo legato a quest’attività è scemato e i negozi specializzati in questi prodotti sono rimesti davvero pochi.

Oggi, però, stiamo assistendo ad un ritorno di quest’attività, complice naturalmente la crisi economica e la mancanza di liquidità che accomuna sempre più le famiglie italiane. Aprire un negozio di alimenti sfusi, quindi, potrebbe essere un’ottima idea imprenditoriale, anche perchè i margini di guadagno sui prodotti sfusi sono altissimi. Secondo le ultime statistiche, infatti, la percentuale di guadagno sui prodotti alimentari sfusi oscillerebbe tra il 50 e il 100%. Naturalmente, molto dipende dai prodotti che si sceglie di mettere in vendita; in ogni caso; si tratta di numeri davvero importanti che sembrano invogliare una quantità crescente di potenziali imprenditori ad investire in questo settore.

Tuttavia, prima di avventurarsi in quest’impresa, è importante sapere in anticipo a cosa si va incontro. L’investimento iniziale che bisogna affrontare per aprire un’attività di questo tipo non è altissimo: con meno di trentamila euro, infatti, si può avviare il negozio. Naturalmente, i costi possono lievitare in base al locale commerciale e alle spese di affitto che bisogna sostenere. In linea di massima, non è fondamentale scegliere un locale eccessivamente spazioso; una quarantina di metri quadri, infatti, potrebbero essere sufficienti se si decide di non commercializzare prodotti particolari. Se, invece, si pensa di vendere bevande sfuse – come il vino – bisognerà optare per locali più spaziosi che arrivino almeno ai 70 metri quadrati.

L’iter burocratico da seguire

Come per tutte le attività commerciali, anche quando si decide di aprire un negozio di alimenti sfusi, è fondamentale possedere una Partita Iva, essere iscritti alla Camera di Commercio della provincia in cui si esercita l’attività e naturalmente essere iscritti ai registri dell’INPS e a quelli dell’INAIL. In base agli alimenti che si venderanno, inoltre, il Comune potrà richiedere la DIA e altre certificazioni rilasciate dall’Asl, oltre che naturalmente tutti i certificati relativi all’apertura della nuova attività e all’agibilità dei locali commerciali in cui si intende aprire il negozio.

Quando si opta per un’attività commerciale così insolita, è molto importante farsi un’idea dei potenziali clienti del negozio. Chi compra alimenti sfusi? In genere le persone che sono in difficoltà economica. Ma non solo. Oggi, la mania di acquistare gli alimenti sfusi è anche una moda ed è per questo che il vostro negozio non dovrà dare l’impressione di una mensa; al contrario dovrete progettare uno spazio cool all’interno del quale persone appartenenti ad estrazioni sociali molto diverse possono incontrarsi e scambiarsi opinioni.

In linea di massima, un negozio di alimenti sfusi funziona in questo modo: i clienti entrano e utilizzano un barattolo che si portano da casa oppure che acquistano direttamente nel negozio. All’interno del barattolo inseriscono i prodotti che intendono acquistare e poi vanno alla cassa.

Avviare l’attività con un finanziamento

Se non avete a disposizione il budget necessario per avviare quest’attività potrete sempre richiedere uno dei finanziamenti alle imprese messi a disposizione da Regioni ed Unione Europea. In genere, i fondi sono sufficienti a finanziare l’avvio dell’attività e in molti casi sono a fondo perduto per il 50% della somma mentre la parte restante si può restituire ad un tasso agevolato in rate mensili.

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