La ricerca di un lavoro in periodo di crisi è pressante. I più coraggiosi aprono una nuova attività investendo quel poco che hanno in un sogno che giudicano molto concreto. Oggi parliamo di un’attività in franchising che può risultare molto appetibile: il mercatino dell’usato.

In molti si chiedono che fare, come aprire un mercatino dell’usato, dal momento che c’è poca informazione a livello di pubblico. La cosa migliore da fare è firmare un contratto di franchising con un imprenditore del settore, affermato, serio e che abbia già acquisito una visibilità tale da facilitare il compito.

Alcuni aspetti del franchising

Il franchising è un contratto di derivazione anglosassone simile alla fortuna, sulla quale però si stabilisce un diritto di esclusiva, dietro pagamento di alcune percentuali sui ricavi e il fee di accesso, cioè la quota con la quale sottoscrivere l’ingresso nella linea di vendita del proprietario del marchio. Attraverso il franchising il franchisor, l’affiliante, espande la propria linea di vendita in senso geografico, potendo aprire più punti vendita a costi ridotti. I suoi costi peraltro si limitano:

  • alla formazione dell’altra parte
  • alla fornitura degli arredi e dei complementi
  • alla fornitura dell’insegna
  • alla fornitura del materiale pubblicitario e del relativo know-how di vendita

L’affiliato paga perciò una percentuale sui ricavi (non tutte le forme di franchising lo prevedono) e un costo di entrata, di qualche migliaia di euro, spesso agevolato dalle modalità di pagamento. Il rapporto tra le parti rimane inalterato. Non c’è subordinazione tra franchisee e franchisor. Il secondo è proprietario del marchio e degli strumenti di sfruttamento. L’affiliato utilizza la pubblicità e la notorietà derivante dal marchio per iniziare subito l’attività mettendosi al riparo dagli imprevisti dovuti al periodo di lancio sul mercato.

I vantaggi per le parti sono molto evidenti in quanto l’affiliante estende la propria linea di vendita senza assumersi le reali responsabilità dell’andamento del negozio. Ovvio che sottoponga a scrutinio il potenziale affiliato, ma in genere sa che nel rischio c’è sempre un possibile guadagno. L’affiliante, dal suo canto, dietro il pagamento di una somma facilmente assorbibile, entra a far parte di una compagine imprenditoriale collaudata, dotata di un marchio molto visibile. Pensate solo al negozio in franchising di una grande compagnia che fa pubblicità sui network televisivi nazionali e sul web. Avrebbe da sola assolto al compito di pubblicizzare il nuovo punto di vendita, per il quale conterebbe a quel punto la posizione. Le strategie commerciali sono unificate a livello centrale, pianificate e sperimentate, per cui il proprietario affiliato non deve impegnare tempo e denaro per inventare strategie di vendita e tipologie di offerta.

Il franchising del mercatino dell’usato

Combinare la flessibilità del franchising all’usato completa il cerchio. In un’epoca di crisi molte famiglie sono state costrette a stringere la cinghia, rinunciando ad acquistare beni, servizi, prodotti. Nonostante si parli di crescita, i consumi continuano a latitare. Per questo motivo aprire un mercatino dell’usato può essere una soluzione e le domande in questo settore sono in crescita, come dimostrano i dati. L’usato dell’abbigliamento, dell’arredo, delle auto, di strumenti per il giardino e per la casa ha un buon giro d’affari e sono sempre più persone che, senza vergogna, si rivolgono a questi particolari mercatini ricchi di vere e proprie sorprese.

Share.

Leave A Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.