Valencia è una bellissima città della Spagna centro-orientale, capoluogo della provincia omonima, nella suddivisione regionale spagnola dello stesso nome, la quale comprende pure le province di Alleante e Castellón de la Plana.

Posta sulla riva destra del Guadalaviar, in mezzo ad una fertile pianura, a sole poche miglia dalla costa mediterranea e dal suo porto Villanueva del Grao; è la terza più importante città della Spagna dopo Madrid e Barcellona.

La storia di Valencia

Fu metropoli degli Edetani. Conquistata dai Romani fece parte della Hispania Tarraconensis; presa dai Goti, quindi dai Mori (715), nel sec. XI divenne capitale del piccolo regno moresco di V. Nel 1094 fu conquistata da Rodrigo Diaz (il Cid), poi rioccupata dagli Arabi, indi presa (1238) da Giacomo I d’Aragona e incorporata alla Castiglia; fu a lungo retta da un viceré. Vi ebbero luogo tre concili (524, 546, 1240). Il maresciallo francese Suchet la occupò (1812-33). Nel 1937 durante la guerra civile fu sede di comandi militari di truppe comuniste. Le sue mura furono restaurate nel 1356, ma vennero rimosse nel 1871: oggi la città ha in prevalenza un aspetto moderno; case allineate e bianche costruite in stile moresco e molti famosi edifici pubblici che datano però dal sec. XIII.

Le meraviglie di Valencia

Le bellezze di Valencia sono: il duomo (iniziato nel 1262 e completato nel 1482), con campanile ottagonale gotico; il collegio del Patriarca (1586 – 1605), contenente una chiesa del Corpus Christi; la chiesa di S. Nicola (sec. XIV); il palazzo arcivescovile; l’edificio dell’antica camera dei deputati del regno di V. (sec. XVI, Rinascimento); la Lonya (palazzo della borsa) de la Seda (sec. XV, gotica, restaurata nel 1892-95); le due porte della antica cinta muraria, di Serranos e di Cuarte (sec. XIV); la galleria provinciale di pittura; la cittadella (costruita da Carlo V, ormai in rovina); l’università, con ricca biblioteca; il giardino botanico; il teatro; l’arena per le corride; gli istituti di cultura e di assistenza; i ponti fluviali, ecc.

Valencia, celebre per i suoi giardini e per le sue ben organizzate irrigazioni, è città industriale (conserviera, cioccolato, tessili, meccaniche, enologica, oleificio, saponificio, cartaria, vetraria, guantificio, manifattura tabacchi, conciaria, calzaturificio, ceramica, ecc.), uno dei centri ferroviari della Spagna orientale, emporio commerciale che, attraverso il suo porto di Villanueva del Grao, esporta cereali, conserve, legumi, frutta, olio, ecc. La provincia di V. confina con la Catalogna, la Murcia, l’Aragona, la Castiglia Nuova ed è bagnata dal Mediterraneo sulla cui costa trovasi la laguna di Albufera. Di struttura ondulata, clima caldo, irrigata dal Guadalaviar e dal Júcar, ha suolo fertile e ben coltivato (cereali — riso, 2/3 della produzione spagnola — vite, olivo, fruttifere, carrubo, tabacco, cotone, canna da zucchero, canapa, lino), risorse forestali non grandi; l’allevamento è diffuso (in prevalenza ovini e caprini), la bachicoltura, l’apicoltura e la pesca sono intense. I minerali scarseggiano; le industrie si accentrano nel capoluogo; le comunicazioni rispondono allo svilup-po economico; i traffici sono attivi. Centri notevoli: Alcira, sul Júcar con ricca produzione di arance e riso; Gandia, industriale, sul Mediterraneo; Jàtiva, l’antica Setabis, agricola e industriale; Sagunto, dove nel 1874 i Borboni, in persona di Alfonso XII, proclamarono la fine della repubblica e restaurarono il trono; Utiel, industriale, dove i Francesi furono sconfitti nel 1812.

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