Il tatuaggio è una pratica antichissima che consiste nell’inserire sotto il primo strato della pelle, quello più esterno non a contatto con le terminazioni nervose e sanguigne. In varie forme, il tatuaggio è sempre stato presente nella storia dell’uomo per il suo alto valore simbolico, spesso legato a semplici motivi ornamentali oppure alti significati religiosi, tribali, di appartenenza. È una delle grandi eredità che ci portiamo dal passato primitivo e che stiamo evolvendo in forme artistiche particolarmente apprezzate, come dimostrano le convention che si tengono in tutto il mondo e la sempre più costante attenzione dei media, con reality, fumetti e romanzi dedicati al fenomeno.

Per parlare degli Stati Uniti, dove i tatuaggi spesso segnano l’appartenenza a una sub-cultura metropolitana, diffusa nelle grandi città, spesso tra le gang, ma che in realtà è divenuto un fenomeno talmente di massa che si stima che un americano su cinque oggi possieda un tatuaggio. D’altronde sono diventati molto popolari non solo tra gli sportivi, i carcerati e i musicisti, ma anche tra gli appartenenti alle forze armate o specifiche comunità.

In Italia la scena dei tatuaggi è molto viva: i tatuatori italiani sono molto apprezzati e ricercati all’estero, prova ne sia anche il lavoro di indotto che porta a realtà come InkSide che fornisce tattoo supply a Milano e dintorni, il centro nevralgico della nostra realtà nazionale. Qui operano professionisti non solo dotati delle migliori attrezzature, ma che hanno dalla loro il tocco artistico che non guasta e che fa la differenza.

La tecnica di tatuaggio è cambiata negli anni grazie alle profonde innovazioni meccaniche apportate dalla tecnologia, che ha portato allo sviluppo delle macchinette che oggi fanno il lavoro che un tempo era appartenuto agli artisti, armati di ago e inchiostro.

La parola tatuaggio sembra che derivi dal verbo samoano tatau che significa marchiare. E in effetti la popolarità del tatuaggio si deve al fatto che si imprime un marchio ritenuto erroneamente indelebile, con un preciso scopo (come tatuarsi una data significativa o il nome di una persona importante). I tatuaggi sono antichi, ma gli occidentali li hanno scoperti nei loro viaggi nel Pacifico, dove la tradizione era già millenaria tra le popolazioni dei vari arcipelaghi. Compreso anche il Giappone dove il tatuaggio ha un significato di riconoscimento per evidenziare la propria personalità, famosi soprattutto per estendersi su tutto il corpo e utilizzati da molte classi sociali.

Le attrezzature standard per i tatuaggi prevedono l’utilizzo della macchinetta apposita, capace di “pungere” centinaia di volte al secondo, realizzando con colori differenti i disegni dalle forme più svariate. Nei siti come Ink Side Tattoo Supply vengono anche forniti dei kit completi e dei set di aghi o di inchiostri. I tatuaggi oggi vengono visti come un modo per significare, aggiungere, precisare qualcosa rispetto alla propria personalità o al gruppo di appartenenza.

Il primo tatuaggio è spesso fonte di inesperienza, indecisione e non è facile scegliere, anche se in tanti optano per la scrittura di una frase, spesso in latino o in una lingua straniera, un motto particolare. Dopo che si è fatto il tatuaggio bisogna coprire l’area tatuata e prepararsi a due settimane di “manutenzione” per fare in modo che la pelle (che ha subito centinaia di microtraumi) guarisca definitivamente.

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