Non manca molto ai viaggi spaziali. Il giorno in cui prenderemo l’autobus per visitare Marte o qualche altro pianeta si avvicina inesorabilmente, a meno che non riusciamo ad autodistruggerci prima. Ma nel frattempo, tutti possono giocare a fare gli astronomi dal proprio divano di casa. Infatti, poche settimane fa, il Carnegie Institution for Science ed il MIT hanno divulgato un enorme database delle stelle più vicine al nostro sistema solare, nella speranza di reclutare “occhi freschi” (e gratis aggiungerei), per aiutarli nella ricerca di esopianeti. La raccolta, realizzata grazie a 20 anni di osservazioni dall’osservatorio delle Hawaii, è ora disponibile al pubblico, assieme ad un software open-source ed un tutorial. Gli scienziati sperano di espandere la ricerca di pianeti oltre il nostro sistema solare, facendo circolare questo set di informazioni e osservazioni, che include oltre 61.000 misurazione per più di 1.600 stelle “vicine” al nostro sole.

Molti pianeti già scovati

Si tratta di un catalogo enorme e gli scienziati ci hanno messo poco a rendersi conto che per consultarlo sarebbe servito un certo aiuto. L’idea è quella di coinvolgere più appassionati possibili, alla ricerca di un mondo abitato, oppure che in un remoto futuro possa ospitare la vita, nel caso in cui la nostra Terra dovesse andare a male (e se continuiamo così non manca molto…). I ricercatori hanno individuato già 100 e più esopianeti, che sarebbero in grado di sostenere la vita ed è notizia di pochi giorni fa, che la NASA ha scoperto addirittura un intero sistema solare, attorno a cui ruotano 7 pianeti simili alla Terra, di cui addirittura 3 si trovano nella cosiddetta “fascia abitabile”. Questo sistema solare, che si trova a circa 40 anni luce da noi, non solo potrebbe ospitare la vita, ma qualcuno azzarda che in realtà su quei pianeti la vita già esiste!

Ognuno faccia il suo dovere

Ma ora è arrivato il momento di fare la nostra parte. La Terra è un pianeta (come tutti quelli dell’Universo) destinati a sparire, prima o poi. Per questo motivo i ricercatori hanno messo a disposizione della popolazione mondiale questo software per cercare esopianeti da qualunque posto del mondo, anche dal nostro salotto di casa. Secondo gli scienziati, colui che originariamente era stato creato per osservare le galassie lontane (il telescopio HIRES), si è rilevato un fantastico supporto per la ricerca di esopianeti. Tuttavia, la mole di dati da controllare è così grande, che i soli ricercatori del team del telescopio, avrebbero impiegato centinaia di anni per analizzarli tutti.

Facile da installare!

Per questo motivo si chiede un aiuto alla popolazione mondiale, almeno a tutti gli appassionati che non hanno meglio da fare che analizzare i dati al posto di ricercatori profumatamente pagati. Inoltre, questi stessi scienziati, hanno assicurato che il database verrà aggiornato periodicamente con nuovi dati, che includeranno date, velocità rilevate, errori sulla velocità e misurazioni delle attività delle stelle osservate, con sempre nuove informazioni. Il pubblico viene quindi incoraggiato ad andare online, scaricare software e guida per iniziare subito l’ispezione.

Jennifer Burt, una ricercatrice del MIT, ha detto che questo dona la possibilità a chiunque di fare il suo stesso lavoro, ma senza frequentare il corso accademico come ha fatto lei. Insomma, chi non vorrebbe scoprire un nuovo pianeta e magari un giorno avere la possibilità di dargli anche il suo nome!

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