Per recuperare il credito, la legge mette a disposizione uno strumento chiamato pignoramento. Per pignoramento si intende un sequestro, ovvero un’espropriazione e/o vendita forzata, messo in atto da un ufficiale giudiziario, a seguito di una procedura finalizzata al recupero di un credito. Capita spesso che il creditore debba ricorrere a questo strumento, disciplinato dagli articoli 543 e seguenti del codice di procedura civile, per recuperare almeno in parte il credito da lui vantato.

Con le nuove disposizioni in materia, sono stati eliminati particolari vincoli, definiti di assoluta impignorabilità, applicati fino a qualche tempo fa sugli emolumenti. L’ufficiale giudiziario, attraverso l’atto di ingiunzione, ordina al debitore di non sottrarre determinati beni alla garanzia del credito. La materia che regola il pignoramento è disciplinata dal Libro III del codice di procedura civile, agli artt. 491 e 497.

Perchè si verifichi il presupposto per iniziare la via del pignoramento occorre che vi sia un titolo esecutivo e un atto di precetto. I beni, anche se restano nel possesso del debitore, vengono sottratti alla sua piena disponibilità per soddisfare le pretese dei creditori.

Crediti non pignorabili

Ci sono crediti che tuttavia continuano ad essere esclusi dai casi di pignorabilità e, in particolare:

  • Sussidi di povertà, malattia, maternità

Per questi crediti, meglio specificati nell’art. 545 del codice di procedura civile, è prevista l’assoluta impignorabilità. Mentre dalla stessa categoria, grazie alla legge n. 52 del 2006, sono stati esclusi i beni necessari allo svolgimento della professione del debitore, che ora sono pignorabili fino ad un quinto del valore del credito.

Crediti alimentari

Qui il discorso diventa un poco più complesso. Per ottenere un credito alimentare occorre una totale condizione di indigenza, cioè essere nella situazione di incapacità di provvedere autonomamente a soddisfare i propri bisogni alimentari e quelli dei propri familiari. I crediti alimentari restano totalmente impignorabili.

Credito per il mantenimento

Si tratta di un credito parzialmente pignorabile, in quanto l’assegno di mantenimento potrebbe risultare superiore a quanto necessario a condurre un tenore di vita in linea con quello avuto durante il matrimonio. In caso di pignoramento, la quota riservata al mantenimento dei figli resta assolutamente impignorabile.

Crediti pignorabili

Tutti gli altri crediti, così come espressamente stabilito dall’art. 2740 del codice civile, risultato integralmente pignorabili. Tra i crediti pignorabili troviamo i crediti da lavoro dipendente e assimilati e da pensione, così determinati:

    • stipendio, salario, LSU (assegno per lavoratori socialmente utili), indennità di lavoro e/o impiego (disoccupazione, cassa integrazione, ecc);
    • trattamento di fine rapporto, assegno di quiescenza, indennità di buonuscita, indennità integrativa speciale;
    • pensione (compresa quella per invalidità).

Caratteristiche dell’atto di pignoramento

I due elementi fondamentali che devono essere contenuti nell’atto di pignoramento, oltre all’ingiunzione, sono:

    • elezione di domicilio del debitore o dichiarazione di residenza, che deve essere in un comune nei pressi della sede del giudice. In mancanza di tale circostanza, le notifiche veranno inviate presso la cancelleria del tribunale;
    • avviso al debitore di poter sostituire i beni pignorati con una pari somma di denaro. Questa operazione si conclude con la presentazione, presso la cancelleria, di un’istanza nonché una somma pari ad almeno un quinto dell’intero credito sottoposto a pignoramento.
Share.

Leave A Reply