Sono oltre 4 mila le persone che ogni anno vengono colpite da ipoacusia improvvisa: 7 milioni solo nel nostro Paese soprattutto nella fascia d’età che va dai 30 ai 50 anni. Ma di cosa si tratta? Riguarda una repentina perdita dell’udito che può essere transitoria o persistente. Nel primo caso si verifica un brusco calo dell’udito che può durare qualche minuto oppure ore, ma dopo 24 ore tutto torna come prima. Nel secondo caso invece, questa situazione di disagio, che si accompagna a vertigini e acufeni di varia entità, dura più di 24 ore.

Purtroppo nei casi più gravi può essere definitiva

L’ipoacusia improvvisa inoltre può essere monolaterale o bilaterale: solitamente è più facile che questo tipo di patologia colpisca un solo orecchio, mentre sono più rare le volte in cui vengono coinvolti entrambi.

Si tratta una malattia idiopatica: non è facile da diagnosticare a priori in quanto si manifesta senza alcun sintomo che ne evidenzia lo sviluppo, così come non è immediato individuare quali sono i meccanismi che innescano questa patologia, che possono essere vari.

La diagnosi può essere eseguita da un otorino grazie a degli esami dell’udito e test audiometrici: l’ipoacusia viene riscontrata nel momento in cui i risultati evidenziano un calo percettivo superiore a 30 dB, che si verifica tre giorni su tre nell’arco di tre giorni.

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Come premesso, anche le cause dell’ipoacusia possono essere di varia natura, e come per altre malattie che interessano l’apparato uditivo, può essere secondaria ad altre patologie tra cui:

  • eventi traumatici dell’orecchio medio;
  • sclerosi multipla;
  • neurinoma del nervo acustico;
  • infezioni batteriche (labirintite); disturbi circolatori (vasculopatie) nel diabete, nell’insufficienza renale negli spasmi o nelle trombosi dei rami dell’arteria uditiva;
  • infezioni virali (parotite epidemica, herpes zoster, morbillo, varicella, rosolia, influenza).

In alcuni pazienti la causa di questa sordità è sconosciuta, in altri soggetti invece è ovvia in quanto scatenata da diversi fattori oltre le infezioni già sopracitate, come:

  • Trauma cranico che può danneggiare l’orecchio interno anche per via di una grave commozione senza frattura.
  • Uso di farmaci ototossici, denominati così in quanto danneggiano l’orecchio interno. Possono infatti avere degli effetti deleteri e provocare l’immediata perdita dell’udito, soprattutto in casi di sovradosaggio.
  • Bruschi cambiamenti della pressione, come quelli che si verificano ad esempio nel corso delle immersioni, possono causare la nascita di una fistola tra l’orecchio medio e quello interno. Alcuni individui presentano questa fistola già alla nascita, rendendoli così maggiormente soggetti ad un’eventuale perdita dell’udito.

Ma anche stress, derivante dall’intenso lavoro in ufficio o dal rapporto complicato col proprio partner, può essere uno dei fattori scatenanti di questa malattia: in questo caso il corpo inizia ad inviare un segnale inequivocabile attraverso la diminuzione dell’udito.

Possiamo quindi parlare dell’ipoacusia improvvisa come una vera e propria urgenza audiologica che non va confusa con altre patologie più benigne che possono comportare una sordità improvvisa, come ad esempio tappi di cerume oppure otiti. Purtroppo questo comporta, come grave conseguenza, il fatto che un paziente si rivolga ad uno specialista  troppo tardi, ossia quando si è giunti ad un livello avanzato della malattia.

In diversi casi si può guarire dall’ipocausia improvvisa: a volte la guarigione avviene addirittura in modo spontaneo, senza effettuare alcun tipo di cura. È importante rivolgersi comunque ad uno specialista che sarà in grado di fornire per ogni paziente una terapia adeguata.

Nel momento in cui  è fattilbile riscontare cos’è che ha originato la malattia, sarà possibile intervenire con una cura mirata. Esistono vari tipi di trattamento per l’ipoacusia improvvisa che possiamo così riassumere:

  • Terapia cortisonica o medicinali che che migliorano la vascolarizzazione;
  • Riduzione di tutte quelle situazioni che portano a situazioni di stress con l’impegno a vivere in modo più rilassato;
  • Riduzione di tutti quei fattori che possono compromettere il sistema cardiocircolatorio;
  • Trattamento fisioterapico o osteopatico per problemi della colonna vertebrale;
  • Uso di metodi alternativi come omeopatia e agopuntura.

La terapia vincente è sicuramente quella farmacologica: in questo caso ai pazienti vengono somministrati cortisonici a dosi elevate che vengono man mano diminuite nel corso del tempo, da assumere in via endovenosa o intratimpanica. Nel caso in cui invece si ipotizza che la causa sia di tipo vascolare, i farmaci vasodilatatori e antiaggreganti si rivelano efficaci, mentre quelli  diuretici osmotici sono consigliati nel momento in cui si sospetta di un’idrope cocleare.

Negli ultimi tempi si è anche diffuso il ricorso all’ossigenoterapia iperbarica: si tratta della somministrazione di un’elevata concentrazione di ossigeno nella camera iperbarica. La ragione per la quale in alcuni casi si ricorre a questo tipo di trattamento è dovuto al fatto che risultati clinici hanno fatto pensare che l’ipoacusia sia stata determinata da una causa ischemica cocleare.

Se si interviene per tempo con il giusto trattamento, vi possono essere grosse possibilità di recupero, in molti casi anche totale: si registra infatti un’alta percentuale, circa l’80%, di guarigioni parziali o totali.

Per prevenire l’insorgere di questa malattia è opportuno cercare di ridurre i livelli di stress, monitorare i livelli del colesterolo e della pressione arteriosa, e condurre uno stile di vita sano monitorando anche la propria alimentazione.

Il nostro consiglio inoltre è quello di sottoporsi periodicamente a dei controlli dell’udito: rivolgetevi a InfoUdito che vi consentirà di mettervi in contatto con il centro acustico più vicino a voi per prenotare un appuntamento gratuito.

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