Alle porte di Parigi c’è un luogo incantevole, teatro di grandi eventi e intriso di misteri. Racconta una storia affascinante: quella di un piccolo paese di periferia che, in breve tempo, diventa il luogo in cui sorge una delle case reali più importanti, maestose e ricche al mondo: Versailles.

Intorno alla metà del 1600, il giovane sovrano Luigi XIV, il Re Sole, decide di allontanarsi dalla capitale, ampliare un modesto palazzo nel piccolo comune francese e stabilire lì la sua corte. Nasce, così, la splendida residenza reale, dalle sfarzose stanze. Una sala, in particolare, abbaglia per la sua bellezza: si chiama Sala degli specchi e collega la camera da letto del sovrano con quella della regina. È qui che il Re Sole instaura relazioni diplomatiche e firma trattati.

Come nel 1715, poco prima di morire, quando riceve l’ambasciatore di Persia. Ma ci sono altri avvenimenti, molto più vicini ai giorni nostri, che hanno reso celebre questa sala. Nel 1919 qui si sancisce la fine della Prima guerra mondiale e, ancora più di recente, tre giorni dopo i terribili attentati di Parigi dell’Il novembre 2015, Camera e Senato francesi si riuniscono nella reggia di Versailles per prendere decisioni importanti e stringersi intorno alle vittime.

Vita di corte a Versailles

Quando il re di Francia, nel XVII secolo, si stabilisce a Versailles, introduce un’etichetta rigorosa. Ogni suo atto, a partire dal più semplice e quotidiano, viene scandito da un cerimoniale quasi sacro. Nella stanza da letto, ogni giorno, arrivano tantissime persone per assistere al momento del risveglio del sovrano. È un grande onore: solo gli eletti possono entrare in questa stanza.

C’è persino qualcuno, non sempre la stessa persona, che è incaricato di passare la veste a Luigi XIV: una grande responsabilità e un onore. Il re ha molti momenti della sua vita pubblici: quando si sveglia, quando va a dormire, quando mangia, oltre naturalmente a tutto quello che riguarda la diplomazia. Anche la regina è costretta a rispettare questa rigida etichetta. Persino quando dà alla luce un figlio deve stare tra la gente. Gli eletti della corte devono poter assistere al momento del parto in modo che il bambino, se nato morto, non potesse essere sostituito da un erede illegittimo.

Lento declino

La storia di Versailles inizia a cambiare alla fine di agosto del 1715. Il re si ammala e comincia una lunga agonia. La sua stanza e quelle vicine si riempiono di una folla silenziosa. Tutti vogliono assistere alla sofferenza del sovrano di Francia. Fino al primo settembre. Sono le otto del mattino quando il “Sole” si spegne. Luigi XIV muore a 77 anni, dopo aver regnato per 72 anni e cento giorni.

Era stato proclamato re da bambino, ad appena cinque anni. Un regno lunghissimo durante il quale aveva speso tutto quel che c’era nelle casse reali, aveva fatto guerre e portato il popolo alla fame. Ma era un sovrano forte che riusciva a tenere le redini di tutto il paese. Con l’arrivo del suo successore, Luigi XV, la vita a Versailles inizia a declinare e molti cortigiani decidono di abbandonare la reggia.

Luigi XVI, re di Francia dal 1774 al 1792, tenta di riportare il palazzo al suo antico splendore, ma le disponibilità economiche non sono quelle del Re Sole e anche il temperamento del nuovo sovrano non si avvicina neanche lontanamente a quello del suo antenato, il creatore di Versailles. Luigi XVI non è in grado di prendere decisioni, parla talvolta a sproposito, si fa mal consigliare… insomma, non è tagliato per la vita di sovrano di Francia.

Ambienti segreti

Al contrario di Luigi XVI, la regina Maria Antonietta, sua consorte, è acuta, attiva ed è una buona madre di famiglia. Tant’è che si fa costruire un piccolo borgo all’interno di Versailles dove allevare i figli. Lo fa perché vuole che i bambini abbiano un rapporto il più naturale possibile con la madre, anche se tra loro, naturalmente, ci sarebbe dovuto essere il futuro re di Francia.

Maria Antonietta odia la vita di corte e si inventa situazioni che le permettono di sfuggirla. La reggia è ricca di passaggi segreti: ambienti strettissimi, rispetto a quelli più ampi di tutto il complesso, che le consentono di attraversare alcune stanze in maniera riservata, in modo da sottrarsi a tutti i curiosi che si trovavano all’interno del palazzo.

Ce n’è uno, in particolare: conduce alla camera da letto della regina. Un passaggio che Maria Antonieta prova a usare anche quando arrivano nella reggia i rivoluzionari. Tenta la fuga ma non basta: i rivoltosi la raggiungono ugual-mente. È l’ultima volta che i suoi occhi possono am-mirare le meraviglie di Versailles.

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