Il mistero del naso della Sfinge

La Sfinge è considerata l’emblema del mistero, ma esiste anche un mistero nel mistero: il suo naso. Sono molti i racconti che ruotano attorno a questo piccolo particolare, perché se avete osservato molto attentamente questo monumento vi sarete accorti che la Sfinge è senza naso. Perché? Secondo alcune leggende il naso è stato distrutto da un ottomano o da un mamelucco, ma in realtà gli studiosi concordano con una versione più netta; il naso è andato perso prima del XV secolo. In base a diverse ricostruzioni, la Sfinge avrebbe avuto anche una barba stilizzata, in pieno stile egizio a rappresentare la stirpe regale, ma anche questo particolare è andato distrutto.

Il simbolo dell’Egitto

Fotografie, cartoline e immagini rappresentative; la Sfinge è a tutti gli effetti il simbolo dell’Egitto, ma quando è stato costruito questo monumento storico? La teoria più accreditata vuole che la Sfinge sia stata costruita intorno al 2500 a.c, dal faraone Chefren. Nel 1991 una serie di indagini scientifiche ha dimostrato, avvalendosi di prove geologiche, come questo monumento sia stato costruito almeno 600 anni prima di Cristo, quindi, facendo un rapido calcolo, 3000 anni prima l’inizio della civiltà egizia. Questa è stata una scoperta a dir poco sconvolgente e lo stesso mondo dell’egittologia ne rimase sconvolto.

Sempre negli anni ’90 si impose un’altra teoria: alcuni studiosi ipotizzarono che la Sfinge potesse essere stata costruita tra il 2520 e il 2494, durante il regno del faraone Chefren. Questa ipotesi fu poi accettata all’unanimità da tutti gli egittologi, anche a riprova del fatto che il volto del Faraone conservato grazie a una statua che si trova al Museo Egizio del Cairo assomiglierebbe proprio alla Sfinge.

Misteri e incongruenze sulla Sfinge

Il primo mistero che riguarda la Sfinge è una domanda molto semplice: perché il monumento ha il corpo da leone e il volto da umano? In realtà non esiste nessun tipo di riferimento, religioso o mitologico che possa giustificare questo genere di fusione. Il riferimento più accreditato, in mancanza d’altri, fa riferimento alla dea Sekhmet, con il volto da leone e il corpo umano.

Un altro mistero che ruota attorno alla Sfinge riguarda l’analisi della roccia che in questi anni è stata analizzata diverse volte. Sembrerebbe che la base della Sfinge sia stata corrosa dall’acqua, ma questo dato non coinciderebbe con l’intensità delle precipitazioni in Egitto, molto deboli negli ultimi 4.500 e comunque non di tale intensità da giustificare un’erosione simile.

C’è poi la questione dei documenti che riguardano l’antico Egitto; quelli che si riferiscono al Nuovo Regno sino all’epoca romana parlano della Sfinge come di un monumento molto più antico delle piramidi. Esiste poi una stele che risale al VI-VII secolo a.C, che documenterebbe che la Sfinge esisteva già al tempo di Cheope e che il faraone si occupò della restaurazione del monumento colpito da un fulmine.

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