Tecnicamente si definiscono UAVs cioè veicoli aerei senza pilota, ma noi li chiamiamo droni, mutuando un termine della letteratura fantascientifica. Negli ultimi anni sono entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo grazie alla loro diffusione su larga scala, che ha portato all’emanazione di regolamenti disposti dall’ente preposto per l’aviazione civile (in Italia l’Enac).

I droni sono veicoli telecomandati in grado di volare grazie a sistemi di volo tradizionali, riprodotti in scala minore. Ad esempio grazie a delle eliche oppure a un sistema di ali a freccia tipico degli aerei. La storia dei droni risale come sempre a un periodo più lontano, che è servito a perfezionare la tecnologia e metterla a disposizione del grande pubblico. Come sempre capita in questi è stata la tecnologia militare a richiedere l’utilizzo di sistemi di sorveglianza dall’alto, telecomandati attraverso un software. La versione che vediamo utilizzata oggi dalle persone è il ritrovato scientifico comune di una lunga serie di ricerche avanzate. I primi a utilizzare i droni in ambito militare furono le forze speciali israeliane, che avevano necessità di un sistema di sorveglianza a distanza in delicate operazioni, nelle quali non volevano perdere inutilmente degli agenti. Successivamente le forze armate degli Stati Uniti hanno sviluppato i propri velivoli allo scopo di impegnarli nella guerra aerea, sia per la sorveglianza di obiettivi sensibili, sia per il raggiungimento degli stessi, grazie a operazioni mirate, intrusive e ad alta efficienza.

La comodità di usare un drone in ambito militare è presto detta. Nelle missioni normali con l’aviazione, anche di sorveglianza e spionaggio, la storia insegna che le possibilità di essere catturati o di precipitare in territorio nemico, rimangono anche di fronte a una netta superiorità aerea. Non sono pochi i casi in cui gli americani hanno perso piloti, hanno dovuto concedere dei prigionieri o perdere dei preziosi aerei come i bombardieri B-117 Stealth. Per ovviare a questi rischi, il Pentagono ha deciso di stanziare dei fondi importanti per migliorare la tecnologia dei droni e il risultato è il Predator, un silenzioso predatore notturno, in grado di penetrare le difese aeree avversarie, armato di tutto punto.

Questa generazione di droni da combattimento permette di raggiungere obiettivi direttamente dalle basi americane, con una precisione simile a quella degli aerei caccia bombardieri, con un livello di intrusione nelle linee nemiche praticamente minimo. Non sono pochi gli obiettivi dei terroristi eliminati con questo sistema, anche se c’è chi critica questo appoggio in quanto limitato o comunque non decisivo nell’ambito di una guerra.

A livello civile i droni stanno ricevendo una regolamentazione necessaria perché si tratta comunque di velivoli in grado di muoversi in altezza e in lunghezza lungo i cieli urbani, per i quali è stato stabilito un limite ben preciso. Questo è stato individuato nel peso di 2kg o inferiore: chi utilizza un microdrone di questo tipo non ha necessità di autorizzazione nell’utilizzo nemmeno nei cieli urbani, purché non sia “pericoloso”. Per i droni normali, quelli di capacità e peso superiore, l’ENAC ha istituito la licenza di pilota che consente di “pilotare” i droni fino a 25 chili di peso, essa può essere conseguita frequentando degli appositi centri di addestramento. Questi i consigli per scegliere un drone in modo corretto.

I droni spesso vengono utilizzati per filmare dall’alto eventi o particolari luoghi, utilizzandoli insieme a videocamere speciali (ad esempio le GoPro) specificamente pensate per l’azione in movimento. I droni possono portare a sensibili risparmi in campi come l’osservazione geografica e topografica, le riprese di produzione televisive e cinematografiche, la sorveglianza di specifiche aree per motivi di sicurezza pubblica, l’ingegneria civile e militare, là dove era necessario sempre far alzare un elicottero o un mezzo aereo tradizionale.

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