Mettere in sicurezza e riqualificare strutturalmente ed energeticamente le scuole dovrebbe essere uno degli obiettivi principali in Italia. Il rapporto annuale 2015 di Cittadinanzattiva fotografava così lo stato dell’ediliza scolastica: “Quattro edifici su dieci hanno una manutenzione carente, oltre il 70% presenta lesioni strutturali, in un caso su tre gli interventi strutturali non vengono effettuati, più della metà delle scuole si trova in zona a rischio sismico e una su quattro in zona a rischio idrogeologico”.

Alla luce degli ultimi devastanti accadimenti che hanno riguardato il terremoto delle regioni centrali, è importante sottolineare quanto queste parole siano importanti e debbano essere considerate un campanello d’allarme dalle autorità competenti. Per queste ragioni, il piano sull’ediliza scolastica è stato uno dei primi punti programmatici presentato da Matteo renzi durante il suo discorso di fiducia alle Camere agli inizi del 2014. Far uscire l’edilizia scolastica italiana dallo stato di emergenza in cui si trova da molti anni potrebbe anche essere l’occasione per ripensare l’urbanistica di interi quartieri.

Tre i filoni che compongono il piano per l’edilizia scolastica e che prendono il nome di scuolenuove, scuole sicure, scuole belle. Il progetto dovrebbe permettere in pochi anni di avere scuole più sicure e più nuove, grazie allo sblocco di risorse dei Comuni dai vincoli del Patto di stabilità per un valore di 244 milioni e al finaziamento per 510 milioni dal Fondo di sviluppo e coesione per interventi di messa in sicurezza, di decoro e piccola manutenzione. Il progetto coinvolge circa 4 milioni di studenti e prevede, la demolizione degli istituti fatiscenti e la costruzione di nuovi edifici, interventi di manutenzione ordinaria e lavori di ristrutturazione, tra cui la rimozione dell’amianto dalle coperture.

Partito nel marzo dello scorso anno con l’invito fatto ai sindaci di segnalare i casi dove era necessario intevenire, il piano ha ricevuto tantissime segnalazioni e richieste di intervento sia di manutenzione ordinaria che straordinaria.

Dalle novità agli interventi per l’edilizia scolastica

Dati 2014 alla mano, la notizia positiva è che gli interventi sono partiti e secondo l’Unità di missione sono a buon punto. Infatti, grazie alle ultime decisioni del governo, la situazione complessiva si sta muovendo e secondo gli ultimi dati relativi allo scorso anno, grazie a scuole sicure e al piano di programmazione nazionale, sono circa 3700 gli interventi finanziati.

Di questi 580 sono conclusi, 1870 sono in corso, oltre 1200 dovranno partire a breve con i mutui agevolati della Banca europea per gli investimenti; buona parte di essi riguarderanno la messa in sicurezza degli edifici e un centinaio circa saranno possibili grazie ai risparmi di spesa.

Il programma #scuolesicure è stato applicato soprattutto sugli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza e in maniera minore sull’adeguamento sismico.

Nel primo caso sono stati stanziati fondi per oltre 2300 interventi, a cui ne seguiranno altri per 845, mentre nel secondo sono stati conclusi circa la metà dei 158 previsti, finanziati dalla Protezione Civile tra il 2008 e il 2011. Ma oltre alle speranze di riqualificazioni e nuove costruzioni promesse dal governo, com’è la salute degli edifici scolastici? Molto poco rassicurante. Infatti secondo i dati diffusi in settembre dal Consiglio Nazionale dei Geologi sono 31.000 le scuole che presentano le situazioni più pericolose e precisamente 24mila scuole sono a rischio sismico e oltre 7000 sono esposte a disastro idrogeologico. Numeri impressionanti, se si considera che stiamo parlando di più della metà dei circa 42.000 edifici scolastici presenti sul territorio nazionale. L’Italia sta scontando un ritardo cronico: tra il 2003 e il 2012 sono stati stanziati per l’edilizia scolastica poco più di 2 miliardi di euro, a fronte di un fabbisogno di circa 13 miliardi. Alla fine del 2013 il Ministero delle Infrastrutture, conti alla mano, calcolò che, visti i finanziamenti stanziati e quelli futuri, ci sarebbe voluti più di un secxolo per mettere in sicurezza le scuole.

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