Tra gli interventi ordinari di manutenzione all’interno di un appartamento c’è anche quello che riguarda le caldaie. Chiunque abbia una caldaia all’interno di un locale, che sia adibito ad attività pubbliche o private, deve necessariamente intervenire per la messa in sicurezza delle caldaie prevista dalle norme europee.

Tutte le tipologie di caldaia devono essere sottoposte ad ispezione.  Controllare i fumi della caldaia è obbligatorio e richiede una conoscenza della normativa che disciplina tale ambito.

Per una corretta manutenzione della caldaia, anche dal punto di vista legale, c’è bisogno di sapere quando una essa va revisionata e fatta controllare. Si tratta di misura di buon senso per evitare di incorrere in sanzioni previste dalla legge, oltre che per salvaguardare la propria incolumità e quella dei nostri cari.

In questo articolo facciamo un breve excursus riguardo le disposizioni legali che attengono alla manutenzione delle caldaie.

L’evoluzione della normativa in materia di caldaie

Per quanto concerne l’utilizzo domestico, va detto che la caldaia va controllata in maniera obbligatoria ogni due anni.  Ma non tutti gli impianti sono uguali. Dall’anno scorso è stato fatto un distinguo che prevede il controllo annuale per le caldaie con potenza superiore ai 35 KW: in sostanza tutte quelle ad uso condominiale. Ma qui c’è stata un ulteriore distinzione tra impianti termici a combustibile (liquido o solido) e impianti termici a gas, metano o GPL. Per i primi è necessario un controllo per la manutenzione ogni due anni, mentre per i secondi l’assistenza è obbligatoria ogni quattro anni.

Questo tipo di controlli viene inteso per impianti che fanno registrare una potenza che è compresa tra i 10 e i 100 KW.

Le novità introdotte nel 2009 e nel 2016

Dal luglio del 2016, con l’introduzione del Nuovo Conto Termico, è possibile recuperare entro 60 giorni la detrazione sull’installazione di un apparecchio con funzioni di ripristino energetico come ad esempio la pulizia dell’impianto idraulico.

È relativo al 2009 invece il Decreto Legislativo secondo cui è obbligatoria la pulizia di tutto l’impianto termico. In questo caso bisogna effettuare una pulizia accurata o un lavaggio dell’impianto idrico-elettrico comprensivo di tutti i caloriferi.

Le recenti indicazioni in materia

L’anno appena trascorso è stato interlocutorio dal punto di vista normativo. È stato prorogato il termine per l’installazione di caldaie a tiraggio naturale con scarico fumi in canna fumaria collettiva.

In parole più semplici, questo vuol dire che le caldaie a camera aperta sono ancora regolarmente in produzione, e spetta ad idraulici specializzati la loro installazione (sempre previa dichiarazione di conformità). L’installazione di questo tipo di caldaie deve avvenire entro la fine del 2018, poiché dopo quella data non saranno più presenti sul mercato.

In definitiva, il passaggio alla condensazione avverrà nel 2019 ma entro la fine del 2018 è ancora possibile acquistare e installare caldaie a tiraggio naturale.

I costi per la manutenzione e il bollino blu

La domanda che in molti si pongono è: quanto costa effettuare la manutenzione di una caldaia?

Orientativamente, il prezzo per la pulizia e la revisione della caldaia e per il controllo dei fumi di emissione, si aggira tra le 100 e le 150 euro circa. Dopo questo controllo, effettuato da tecnici specializzati, viene rilasciato il bollino blu, obbligatorio per la corretta detenzione dell’apparecchio. A seguito del primo controllo viene rilasciato anche il libretto d’impianto, che deve essere compilato e conservato poiché rappresenta il documento che certifica il funzionamento e la “storia” della caldaia.

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